Il panorama dello streaming sta subendo una profonda trasformazione a causa delle fusioni tra i principali operatori del settore. In questo contesto, Peacock, il servizio di streaming di NBCUniversal, si trova in una posizione sempre più complicata.

Lanciato nel 2020, Peacock ha raggiunto 46 milioni di abbonati paganti, ma ha accumulato perdite superiori ai 10 miliardi di dollari. Nell'ultimo trimestre, le perdite sono ulteriormente cresciute, raggiungendo i 432 milioni di dollari. Nonostante ciò, i vertici di Comcast, la società madre, affermano che il servizio si avvicinerà alla redditività nel secondo trimestre.

Tuttavia, il percorso verso una crescita sostenibile si fa sempre più arduo. La recente fusione tra Warner Bros. Discovery e Paramount, del valore di 110 miliardi di dollari, darà vita a un colosso dello streaming con oltre 200 milioni di abbonati. Questo nuovo gigante, che unificherà HBO Max e Paramount+, si posizionerà alla pari con competitor come Netflix, Disney+/Hulu e Prime Video di Amazon, rendendo ancora più evidente il divario di Peacock in termini di utenti.

Secondo gli esperti interpellati da TheWrap, Peacock dovrà adottare una strategia più aggressiva per quanto riguarda i contenuti e trovare nuovi modi per distinguersi dalla concorrenza. I dati di Antenna rivelano che, nel primo trimestre del 2026, il tasso di abbandono degli abbonati di Peacock si è attestato al 9%, il più alto tra i principali servizi di streaming monitorati dalla società di ricerca. Tuttavia, una fonte vicina alla vicenda ha smentito questi dati, sostenendo che il tasso di abbandono sia in realtà inferiore e in linea con la media del settore.

Un sondaggio di Hub Entertainment Research, condotto su 1.600 consumatori, ha evidenziato che il 98% degli intervistati conosce Peacock, ma solo il 64% si sente sicuro di poter spiegare chiaramente cosa offre e come si differenzia dagli altri servizi. Questo dato sottolinea le difficoltà del servizio nel costruire una base di utenti fedeli.

Aaron Meyerson, managing director di Qualia Legacy Advisors, ha dichiarato a TheWrap: «È una posizione difficile quando i consumatori sono già stanchi delle sottoscrizioni. La fusione non ucciderà Peacock, ma probabilmente ne limiterà le ambizioni. Competere per contenuti di alto profilo diventa ancora più complicato quando il principale rivale si ritrova improvvisamente con una libreria di IP di proprietà di WBD».

I dirigenti di Comcast, tuttavia, sostengono che la strategia di Peacock non è quella di inseguire i competitor, ma di «reinventare la televisione tradizionale» e di «estendere l'universo NBC». Durante un panel al SXSW di marzo, Matt Strauss, presidente di NBCUniversal per i servizi direct-to-consumer, ha affermato che «il vero campo di battaglia non è chi ha più abbonati, ma chi conquista la maggiore quota di tempo di visione». La strategia si basa sul servire al meglio le community di fan, come dimostrato dal successo ottenuto a febbraio con il Nielsen Media Distributor Gauge.

In quel mese, NBCUniversal ha raggiunto una quota del 13% della visione televisiva totale, trainata dalle Olimpiadi di Milano Cortina e dal Super Bowl. Peacock, invece, ha registrato un picco del 3% per il mese, grazie anche alla serie originale The Burbs. Un ulteriore 3% della quota totale è stato attribuito ai canali via cavo di NBCUniversal, che sono stati scorporati in Versant a gennaio.

Nonostante questi risultati, Meyerson ritiene che la strategia di Peacock sia «più difendibile», ma rappresenti anche «un implicito riconoscimento dei suoi limiti».

Fonte: The Wrap