Il Senato degli Stati Uniti si interroga sull’applicazione del War Powers Act in relazione alle operazioni militari statunitensi contro l’Iran. I repubblicani chiedono all’amministrazione Trump di fornire una spiegazione ufficiale su come viene interpretato il termine di 60 giorni previsto dalla legge, che impone al presidente di ottenere l’autorizzazione del Congresso o di porre fine alle operazioni entro tale periodo.
Le prime azioni militari contro l’Iran risalgono al 28 febbraio, ma il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha offerto una prospettiva diversa durante un’audizione al Comitato per le Forze Armate del Senato. Secondo Hegseth, il conteggio dei 60 giorni potrebbe sospendersi o interrompersi in caso di tregua.
Alcuni senatori repubblicani, tra cui quelli che avevano valutato di sostenere una risoluzione sui poteri di guerra, hanno mostrato apertura verso questa interpretazione. Sen. Todd Young (R-Ind.) ha dichiarato ai giornalisti:
«Sembra che ci sia un certo margine di manovra che ci viene offerto. Valuteremo quanto ci invieranno».
Sen. Josh Hawley (R-Mo.) ha aggiunto:
«Presumibilmente, ci comunicheranno formalmente dove si collocano secondo il War Powers Act. Potrebbero chiedere altri 30 giorni o sostenere di non aver bisogno di tempo aggiuntivo per X, Y, Z».
La posizione dei democratici è netta: Sen. Tim Kaine (D-Va.) ha respinto l’argomentazione di Hegseth, affermando:
«Una tregua significa che non stanno sganciando bombe, ma non implica la fine delle ostilità. Se gli Stati Uniti bloccano tutti i traffici in entrata e in uscita dall’Iran, si tratta comunque di un atto ostile».
Kaine ha inoltre sottolineato:
«Questa risposta dimostra che sanno di avere un problema con i 60 giorni e stanno cercando una scappatoia».
Il dibattito richiama alla memoria un confronto simile avvenuto nel 2011 durante il conflitto in Libia. All’epoca, l’amministrazione Obama sostenne che il supporto statunitense – intelligence e rifornimento di carburante agli aerei alleati – non costituiva «ostilità» ai sensi del War Powers Act. I repubblicani, allora guidati dal presidente della Camera John Boehner, contestarono questa interpretazione, definendola insostenibile.
Nonostante le tensioni, Sen. Roger Wicker (R-Miss.), presidente del comitato, ha dichiarato di non essere particolarmente preoccupato per la scadenza dei 60 giorni.