Il fenomeno dei fondi VC che cambiano rotta
Esiste un documento segreto nel mio Google Drive intitolato “Tesi di Fondi che Mi Fanno Impazzire”. Ogni volta che leggo di un fondo di venture capital con una tesi generica, vuota o piena di buzzword che, nonostante tutto, riesce a raccogliere milioni, la aggiungo alla mia lista nera. Da qualche anno, però, ho notato un fenomeno ancora più preoccupante: i VC non solo modificano le loro tesi a livello individuale, ma lo fanno anche a livello di interi settori.
Il caso dei fondi clima: da trend caldo a tema tabù
Solo fino a poco tempo fa, il clima era uno dei settori più caldi per gli investimenti. Oggi, molti fondi specializzati sono scomparsi o hanno ridotto drasticamente la loro attività. Alcuni, come un fondo che un tempo riceveva le mie segnalazioni, ora investono in “IA per il clima”—un ossimoro che la dice lunga sulle loro strategie di sopravvivenza.
I fondi che continuano a investire in progetti climatici tradizionali devono ora mascherare i loro obiettivi con termini come “dinamismo americano”, “resilienza”, “catena di fornitura” o “difesa”. Non è un caso: la recente evoluzione del dibattito politico negli Stati Uniti ha reso il termine “clima” quasi impronunciabile per molti investitori.
Il declino del SaaS e l’ascesa dell’IA
Anche le tendenze tecnologiche giocano un ruolo chiave in questi cambiamenti. Solo due anni fa, molti fondi generalisti di seed investivano in SaaS. Oggi, con la paura dello “SaaSpocalypse”—l’idea che l’IA possa uccidere i modelli di business basati sul software—la maggior parte di questi fondi si è trasformata in “fondi IA”.
Un amico, ex investitore specializzato in SaaS, mi ha confessato la settimana scorsa di aver abbandonato completamente il settore per concentrarsi solo sul consumer. Non è solo il SaaS a soffrire: anche gli investimenti in software generalista stanno subendo un forte calo. La crescita esponenziale dei modelli linguistici (LLM) ha abbassato le barriere all’ingresso in molti settori, rendendo il prodotto stesso un vantaggio competitivo sempre più fragile.
Dove stanno andando gli investimenti?
Di fronte a questa instabilità, gli investitori stanno cercando settori meno esposti alla replicabilità dei prodotti. Tra questi, spiccano l’hardware e i beni di consumo confezionati, entrambi considerati poco attraenti fino a pochi mesi fa. Ora, invece, rappresentano rifugi sicuri per chi cerca un vantaggio competitivo più solido.
Le conseguenze per le startup
Per i founder, questi cambiamenti repentini sono una vera e propria frustrazione. Le loro strategie, costruite su tesi di investimento che oggi non esistono più, devono essere riviste in fretta. Alcuni settori, come la diversity, sono diventati quasi tabù a causa delle pressioni politiche. Fondi che un tempo si basavano sulla tesi che “il talento è distribuito equamente, ma le opportunità no” devono ora trovare nuove parole per descrivere i loro obiettivi, pena l’estinzione.
«I VC non investono più in ciò che è caldo oggi, ma in ciò che sarà caldo domani. E spesso si sbagliano.»
Cosa possono fare i founder?
- Adattarsi rapidamente: Le tesi di investimento cambiano in fretta. Le startup devono essere pronte a riorientare la loro strategia in base alle nuove priorità dei VC.
- Diversificare le fonti di finanziamento: Non dipendere esclusivamente dai fondi di venture capital. Esplorare alternative come il crowdfunding, gli acceleratori o i finanziamenti pubblici.
- Comunicare in modo flessibile: Evitare di ancorarsi a termini di moda che potrebbero diventare improvvisamente impopolari. Usare un linguaggio che si adatti ai cambiamenti del mercato.
- Costruire vantaggi competitivi reali: In un mercato dove i prodotti sono sempre più replicabili, puntare su elementi come l’hardware, la distribuzione o l’esperienza utente può fare la differenza.
Conclusione
Il mondo dei venture capital è in continua evoluzione, trainato da tendenze tecnologiche e dinamiche politiche. Per le startup, la sfida è rimanere al passo con questi cambiamenti senza perdere di vista la propria visione originale. L’unica costante, in questo settore, è proprio l’incertezza.