Fino a qualche generazione fa, di fronte a un dubbio medico la risposta era semplice: chiedere al proprio medico. Oggi, invece, con la fiducia nei professionisti sanitari e nelle istituzioni come il CDC in calo, molti americani si rivolgono a Instagram o TikTok per consigli sulla salute.

Secondo un recente studio del Pew Research Center, il 40% degli americani — e addirittura la metà degli adulti sotto i 50 anni — ottiene informazioni mediche e di benessere proprio dai social media. Ma cosa trovano? Un panorama caotico in cui medici che promuovono cure basate su evidenze scientifiche si mescolano a life coach che vendono peptidi non testati. Analisi psicologiche complesse si intrecciano con account che mischiano psicologia junghiana e astrologia. Un dietista registrato può consigliare una dieta a base di cibi integrali per ridurre l’infiammazione cronica, mentre il video successivo invita a prendere integratori di muschio marino per lo stesso scopo.

L’alternativa medica non è una novità: un secolo fa, i giornali pubblicizzavano elisir miracolosi privi di fondamento scientifico. Tuttavia, i social media hanno amplificato la portata di queste pratiche, raggiungendo milioni di persone. La pandemia ha accelerato questo fenomeno: mesi trascorsi in casa, con lo sguardo fisso sullo smartphone, alla ricerca di informazioni su un’emergenza sanitaria globale. La diffidenza verso le istituzioni ha spinto molti a cercare risposte alternative, spesso inaffidabili.

«Non si tratta di un problema di mancanza di informazioni, ma di fiducia», afferma Jessica Steier, scienziata della salute pubblica e co-conduttrice del podcast Unbiased Science. «C’è un atteggiamento di superiorità morale nella medicina, molto paternalistico. Non credo che questo ci stia aiutando».

Il vuoto di fiducia e le conseguenze

Il panorama politico e sociale ha contribuito a questo scenario: leader discutibili, scienza manipolata, consigli contraddittori e sistemi sanitari in crisi. Come orientarsi in questo mare di disinformazione? Dylan Scott, corrispondente senior di Vox, da anni si occupa di temi sanitari e ogni settimana analizza i dibattiti più complessi, risponde a domande fondamentali e contestualizza ciò che accade nella sanità americana.

Anche dopo la fine della pandemia, la diffidenza è rimasta. Figure come Robert F. Kennedy Jr., ora segretario alla Salute negli Stati Uniti, hanno sfruttato i social per diffondere le proprie agende politiche — e spesso per vendere prodotti. Oggi, i reel di Instagram e i trend di TikTok influenzano il dibattito pubblico sulla salute più di alcune riviste mediche prestigiose.

Lo studio del Pew Research Center offre una fotografia rigorosa di questo ecosistema digitale, che rappresenta il fulcro di quella che possiamo definire l’era del fai-da-te sanitario. I risultati rivelano come e perché le persone si affidano a questi contenuti — e quali sfide il sistema medico deve affrontare per riconquistare la fiducia degli americani verso le cure basate su prove scientifiche, complici anche la cultura degli influencer che permea le istituzioni.

«La medicina non può permettersi di ignorare questo fenomeno. La salute delle persone è troppo importante per essere lasciata nelle mani di chi vende illusioni».
Fonte: Vox