Il musical Schmigadoon!, nato dalla serie Apple TV prodotta da Lorne Michaels, approda a Broadway con una prima rappresentazione al Nederlander Theatre di New York. La produzione, che ha debuttato lunedì, porta sul palco la stessa formula vincente della prima stagione televisiva, ma con risultati altalenanti.
La principale differenza tra la serie e il musical risiede nella forma: mentre la prima si fruisce su uno schermo, il secondo si avvale di attori in carne e ossa. Il regista Christopher Gattelli, subentrato a Barry Sonnenfeld, ha già dimostrato la sua abilità nel 2024 con il restyling teatrale di Death Becomes Her, in collaborazione con lo sceneggiatore Marco Pennette e i compositori Julia Mattison e Noel Carey. Tuttavia, Schmigadoon! non raggiunge lo stesso livello di originalità.
Il musical replica fedelmente la trama della prima stagione della serie: due medici newyorchesi, durante un campeggio nei Catskill, si ritrovano catapultati in un villaggio musicale ispirato a celebri spettacoli degli anni '40 e '50, tra cui Carousel, The Music Man e Brigadoon. Il contrasto comico tra la dottoressa Melissa Gimble, appassionata di musical, e il dottor Josh Skinner, che li detesta, rimane il fulcro dell’intrattenimento. Tuttavia, la battuta ricorrente sulla stranezza di vedere persone cantare in scena, che funzionava sul piccolo schermo, perde efficacia quando ripetuta live.
Alex Brightman e Sara Chase, nei ruoli dei due medici, offrono una performance più rilassata rispetto alle loro controparti televisive, ma la loro presenza non riesce a risollevare un musical che risulta iperattivo senza essere coinvolgente.
Tra le note positive, spicca Maulik Pancholy nel ruolo del Reverendo Layton, mentre Afra Hines si distingue come la Contessa Gabriele Von Blerkom, una versione aggiornata della baronessa di The Sound of Music, che richiama l’interpretazione di Carrie Coon in The Gilded Age piuttosto che quella di Eleanor Parker del film del 1965.
In sintesi, Schmigadoon! a Broadway si conferma una replica della serie televisiva, con momenti di charme ma anche con una struttura che fatica a trovare nuova linfa vitale sul palco.