Il Senato USA avanza verso una regolamentazione federale delle criptovalute

Il Comitato Bancario del Senato statunitense ha approvato giovedì il Digital Asset Market Clarity Act con un voto di 15 a 9. La legge, che introduce un quadro normativo federale per il mercato delle criptovalute, è ora pronta per essere discussa in aula. Due senatori democratici, Ruben Gallego (Arizona) e Angela Alsobrooks (Maryland), hanno votato a favore insieme ai 13 repubblicani, rompendo le fila del partito.

Un provvedimento storico per il settore crypto

Il Clarity Act rappresenta il primo tentativo del Senato di creare un sistema normativo per le criptovalute, inclusi stablecoin, exchange e intermediari. La legge suddivide la supervisione tra SEC e CFTC, introducendo regole per la registrazione, la trasparenza e la conformità per piattaforme di scambio, broker e custodi. Il provvedimento si affianca a un altro disegno di legge del Comitato Agricoltura del Senato e i due testi dovrebbero essere fusi prima del voto finale.

Tim Scott (R-S.C.), presidente del comitato, ha definito il provvedimento un "punto di svolta" dopo anni in cui le aziende crypto hanno operato in una "zona grigia normativa". Secondo Scott, la legge mira a proteggere i consumatori, favorire l'innovazione negli Stati Uniti e "chiudere le porte" a criminali, terroristi e regimi ostili che hanno sfruttato le lacune attuali.

Cynthia Lummis (R-Wyo.), responsabile del sottocomitato crypto del Senato, ha definito il provvedimento "il lavoro legislativo più complesso" affrontato in decenni di carriera politica. Ha sottolineato come la legge cerchi di adattare un codice normativo pensato per mercati tradizionali a nuove tipologie di asset e software.

Le critiche dei democratici e il dibattito su sicurezza e trasparenza

Elizabeth Warren (D-Mass.), leader dell'opposizione, ha criticato aspramente il provvedimento, definendolo un "testo scritto dall'industria crypto per l'industria crypto". Secondo Warren, la legge indebolisce le protezioni per gli investitori, prevarica le normative anti-frode statali e permette alle banche di assumere rischi eccessivi con criptovalute, paragonabili alle pratiche che hanno portato alla crisi del 2008. Ha inoltre accusato i repubblicani di favorire "il giro di affari crypto del presidente degli Stati Uniti".

Raphael Warnock (D-Ga.) ha motivato il suo voto contrario con preoccupazioni etiche, citando i legami del presidente Donald Trump con il settore crypto e l'assenza di regole stringenti per i conflitti di interesse tra i funzionari eletti.

I timori per il finanziamento illecito e le stablecoin

I democratici hanno presentato una serie di emendamenti volti a rafforzare le misure contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento illecito, ma questi sono stati respinti dai repubblicani con voti di 11 a 13. Warren ha proposto strumenti più severi contro i mixer di criptovalute e i servizi DeFi, citando la designazione del Treasury nel 2022 di Tornado Cash come esempio di rischio. Tuttavia, John Kennedy (R-La.) ha contestato la necessità di nuove norme, sostenendo che le leggi antiriciclaggio esistenti già coprono tali servizi.

Jack Reed (D-R.I.) ha evidenziato come attori iraniani utilizzino le stablecoin per eludere le sanzioni internazionali, sottolineando la necessità di regolamentazioni più rigorose.

Prossimi passi: verso un voto in aula

Il provvedimento ora passerà all'esame del Senato plenipotenziario, dove sarà probabilmente fuso con il testo del Comitato Agricoltura. La presidente del Comitato Bancario, Sherrod Brown (D-Ohio), ha già annunciato l'intenzione di accelerare l'iter legislativo per garantire una regolamentazione chiara e tempestiva del settore crypto.