Negli ultimi anni, i casi di sifilide sono aumentati in modo significativo negli Stati Uniti, con un'impennata dell'80% tra il 2018 e il 2022 secondo i dati del CDC. Ora, una nuova ricerca dell'Università di Tulane rivela un rischio spesso sottovalutato: l'infezione da sifilide, se non trattata tempestivamente, può provocare gravi danni al cuore e ai vasi sanguigni, inclusi ictus, infarti e aneurismi aortici.

Lo studio, pubblicato su JAMA Network Open, ha analizzato i dati sanitari di oltre 8.800 pazienti in un arco di 15 anni. I risultati mostrano che gli adulti con sifilide in fase avanzata hanno un rischio significativamente più alto di sviluppare complicanze cardiovascolari rispetto a chi non è infetto. In particolare:

  • Rischio raddoppiato di aneurisma o dissezione aortica;
  • 53% in più di probabilità di ictus ischemico;
  • 92% in più di probabilità di ictus emorragico;
  • 31% in più di probabilità di infarto;
  • 28% in più di probabilità di malattia arteriosa periferica.

Il rischio di morte risulta anch'esso notevolmente più elevato nei pazienti con sifilide. Questo studio rappresenta la prima evidenza negli USA di un legame tra sifilide e malattia arteriosa periferica, una condizione che riduce il flusso sanguigno verso gli arti, causando dolore, intorpidimento e ferite a lenta guarigione.

«Questo è uno dei pochi studi moderni su larga scala a dimostrare che la sifilide può essere associata a effetti cardiovascolari e neurologici catastrofici. Poiché le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte negli Stati Uniti e i casi di sifilide sono in aumento, questa associazione è un campanello d'allarme per tutti i medici che trattano pazienti a rischio.»

Eli Tsakiris, autore principale dello studio e studente di medicina alla Tulane University School of Medicine

Nonostante la sifilide sia considerata una malattia curabile con antibiotici, spesso con una singola iniezione di penicillina, lo studio sottolinea come un'infezione non trattata per oltre un anno possa avere conseguenze gravi e permanenti. I ricercatori hanno escluso dai dati pazienti già affetti da malattie cardiovascolari prima dello studio, per isolare meglio il rapporto tra sifilide e complicanze successive.

Tuttavia, poiché si tratta di uno studio retrospettivo, i risultati indicano solo un'associazione tra sifilide e problemi cardiovascolari, senza poter stabilire un nesso di causalità diretto. Amitabh C. Pandey, direttore della Ricerca Cardiovascolare Traslazionale alla Tulane University School of Medicine, sottolinea che questo lavoro rappresenta un primo passo per comprendere come le malattie infettive, come la sifilide, possano contribuire al rischio cardiovascolare, probabilmente attraverso meccanismi infiammatori o danni vascolari diretti.

Gli esperti invitano i medici a prestare maggiore attenzione allo screening e al monitoraggio dei pazienti con sifilide, soprattutto in aree con alta prevalenza dell'infezione, come gli stati del Sud degli USA, dove i tassi sono particolarmente elevati.