Il Texas Medical Board ha inflitto sanzioni disciplinari a tre medici le cui pazienti sono morte dopo aver ricevuto cure inadeguate o ritardate durante la gravidanza, in un contesto di restrizioni legislative sull'aborto nello stato del Texas.

Due dei medici sono stati giudicati colpevoli di non aver agito tempestivamente di fronte a una teenager incinta che, più volte, aveva richiesto assistenza per complicanze potenzialmente letali. Il terzo medico, invece, non ha eseguito una procedura di dilatazione e raschiamento per svuotare l'utero di una paziente in fase di aborto spontaneo, portando al decesso della donna per emorragia.

L'impatto delle leggi restrittive sull'assistenza medica

Le indagini di ProPublica hanno evidenziato come le normative anti-aborto abbiano condizionato le decisioni dei medici e degli ospedali di fronte a complicanze durante la gravidanza. Per evitare rischi penali e professionali, molti professionisti sanitari hanno posticipato interventi salvavita fino a quando non potevano documentare l'arresto del battito cardiaco fetale o ricondurre il caso a una delle rare eccezioni legali consentite.

Alcuni medici hanno riferito di aver dimesso o trasferito pazienti incinte invece di assumersi la responsabilità delle loro cure, mentre avvocati e professionisti del settore hanno sollevato dubbi sul ruolo dei consigli medici, incaricati di supervisionare le licenze dei medici e indagare su pratiche inappropriate. I medici hanno chiesto perché questi organismi non abbiano fornito una guida più chiara su come mantenere gli standard medici entro i limiti della legge.

Le risposte delle autorità sanitarie

Interpellato da ProPublica nel 2024 sulla possibilità di ricorso per pazienti a cui era stato negato un trattamento necessario, il presidente del Texas Medical Board aveva dichiarato che l'organismo non poteva intervenire sulle leggi penali, suggerendo ai pazienti di sporgere denuncia o di «votare con i piedi» cercando assistenza altrove. Tuttavia, da allora, il consiglio ha adottato misure più incisive rispetto ad altri stati, pubblicando recentemente una guida aggiornata con casi studio su come i medici possano legalmente praticare aborti in presenza di specifiche complicanze mediche.

Questa iniziativa è stata promossa dal Life of the Mother Act, una legge approvata dopo le inchieste di ProPublica, che ha apportato modifiche minime alle restrizioni sull'aborto in Texas nel tentativo di prevenire ulteriori decessi materni.

Casi emblematici e mancate azioni in altri stati

In Georgia, ad esempio, la morte di Amber Thurman — deceduta dopo che i medici non hanno svuotato il suo utero infetto per oltre 20 ore — non ha portato a revisioni della legge o a sanzioni nei confronti dei medici coinvolti.

Gli esperti di assistenza materna avvertono che i professionisti sanitari continueranno a esitare nell'offrire cure standard finché le leggi restrittive manterranno conseguenze penali severe. In Texas, ad esempio, un medico può essere incarcerato fino a 99 anni per violazione delle norme. Tuttavia, secondo quanto riportato da ProPublica, le sanzioni dei consigli medici rappresentano uno dei pochi strumenti in grado di esercitare una pressione su ospedali e medici affinché rispettino gli standard di cura, nonostante la vaghezza delle normative.

«Nel corso della mia carriera, ho seguito molti casi di decessi orribili. Che un medico venga sanzionato dal consiglio sanitario, soprattutto in presenza di cause legali in corso, è un evento straordinariamente raro»

Michelle Maloney, avvocato che rappresenta le famiglie delle due pazienti texane decedute in cause di malasanità.

Le indagini di ProPublica hanno anche documentato altri cinque decessi evitabili in tre stati negli ultimi anni, sottolineando come le restrizioni all'aborto stiano avendo ripercussioni sistemiche sull'assistenza sanitaria alle donne in gravidanza.