Una nomina controversa
In una serie di post sui social media pubblicati giovedì, il presidente Donald Trump ha ritirato la candidatura di Casey Means, influencer del movimento Make America Health Again, alla carica di chirurgo generale degli Stati Uniti. Trump ha criticato duramente il senatore repubblicano Bill Cassidy (R-La.) per aver bloccato la nomina di Means in Senato, salvo poi annunciare una nuova candidata: Nicole B. Saphier.
Saphier è radiologa specializzata in patologie mammarie presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, opinionista di Fox News e fondatrice di un’azienda di integratori erboristici. La sua nomina ha già suscitato polemiche a causa delle sue posizioni critiche nei confronti dei vaccini.
Il ritiro della candidatura di Means non sorprende. La sua nomina era ferma in Senato sin dal febbraio 2024, quando aveva sostenuto un’audizione dinanzi alla Commissione Sanità, Istruzione, Lavoro e Pensioni (HELP), presieduta proprio da Cassidy. Dopo l’audizione, diversi senatori repubblicani, tra cui Cassidy, avevano espresso dubbi sulla sua idoneità.
Le critiche a Casey Means
I principali motivi di preoccupazione riguardavano le sue posizioni sui vaccini e le sue qualifiche professionali. Nonostante possieda una laurea in medicina, Means ha abbandonato la specializzazione e non è in possesso di una licenza medica attiva. Se fosse stata confermata, avrebbe ricoperto il ruolo di chirurgo generale senza poter esercitare la professione medica.
Durante l’audizione, Means ha evitato di rispondere in modo chiaro alle domande sui vaccini, non ha espresso un sostegno esplicito alle vaccinazioni salvavita e ha evitato di contraddire le posizioni anti-vacciniste dell’ex segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr.
Chi è Nicole B. Saphier
La nuova candidata prescelta da Trump è una figura altrettanto divisiva. Saphier, oltre a essere una professionista affermata nel campo della radiologia, è nota per le sue apparizioni televisive su Fox News, dove spesso esprime opinioni critiche nei confronti delle politiche sanitarie progressiste e delle campagne vaccinali. È inoltre fondatrice di un’azienda che commercializza integratori erboristici, un dettaglio che ha alimentato ulteriori dubbi sulla sua indipendenza e obiettività.
La sua nomina, se confermata, potrebbe rafforzare l’influenza dei media conservatori sulla sanità pubblica statunitense, ma al contempo rischia di alimentare ulteriori divisioni politiche e scientifiche sul tema delle vaccinazioni.