Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato una nuova proposta che potrebbe cambiare il nome di una delle agenzie federali più discusse: l'Immigration and Customs Enforcement (ICE). Secondo un post su X (ex Twitter) pubblicato domenica, Trump ha accolto con entusiasmo l'idea di una cittadina di rinominare l'agenzia in National Immigration and Customs Enforcement (NICE), con l'obiettivo di costringere i media a ripetere quotidianamente la parola "NICE" riferendosi agli agenti. "GRANDE IDEA!!! FALLI! Presidente DJT" ha scritto Trump, sottolineando l'entusiasmo per la proposta.

Tuttavia, questa mossa contraddice la tendenza comunicativa dell'amministrazione, che negli ultimi anni ha puntato su un'immagine di fermezza e durezza, piuttosto che su un approccio più soft. Il rebranding, se attuato, rischia di sortire l'effetto opposto a quello desiderato, attirando ulteriori critiche verso un'agenzia già fortemente contestata.

L'ICE tra critiche e disapprovazione crescente

L'agenzia federale incaricata dell'applicazione delle leggi sull'immigrazione e delle dogane sta affrontando un periodo di crescente impopolarità. Secondo un sondaggio UMass pubblicato questo mese, quasi sei americani su dieci disapprovano il modo in cui l'ICE svolge il proprio lavoro. I dati di Fox News mostrano un aumento della disapprovazione dal 41% nel 2018 al 58% nel 2024, evidenziando un trend negativo che potrebbe rendere il rebranding una strategia poco efficace.

I backronym: quando gli acronimi diventano slogan

Il governo statunitense è noto per l'uso massiccio di acronimi, molti dei quali sono backronym – acronimi creati a posteriori per formare parole di senso compiuto. Secondo un'analisi del 2022 di The Atlantic, circa il 10% delle proposte di legge presentate al Congresso negli ultimi due anni utilizzava questa tecnica. Tra gli esempi più noti ci sono il CARES Act (Coronavirus Aid, Relief, and Economic Security Act) del 2020 e il CHIPS and Science Act del 2022, che hanno trasformato nomi lunghi e burocratici in slogan facilmente riconoscibili.

Questi acronimi non sono solo strumenti di comunicazione: spesso servono a mascherare la reale natura delle leggi. Ad esempio, il USA PATRIOT Act (Uniting and Strengthening America by Providing Appropriate Tools Required to Intercept and Obstruct Terrorism Act) ha ampliato i poteri di sorveglianza dello Stato dopo gli attentati dell'11 settembre, mentre il SAVE Act (Safeguard American Voter Eligibility Act) è una proposta di legge per la restrizione del voto, attualmente bloccata al Senato.

Perché rinominare l'ICE in NICE potrebbe essere un errore

«Mi chiedo se questo particolare backronym, NICE, non apra l'agenzia a critiche ancora più aspre di quelle attuali» – Brian Christopher Jones, docente senior presso l'Università di Liverpool e studioso di acronimi e nomi ingannevoli delle PAC.

Jones sottolinea come un'operazione di rebranding basata su un acronimo come NICE potrebbe peggiorare la percezione pubblica dell'agenzia, soprattutto in un contesto in cui l'ICE è già al centro di polemiche per le sue politiche sull'immigrazione e i diritti umani. La scelta di un nome apparentemente positivo, ma che in realtà non cambia le politiche dell'agenzia, rischia di essere percepita come una manipolazione comunicativa piuttosto che una reale riforma.

In un'epoca in cui la trasparenza e la fiducia nelle istituzioni sono sempre più importanti, proposte come questa potrebbero alimentare ulteriori sfiducia nei confronti del governo e delle sue agenzie.