Un SUV senza contrassegni, dotato di una telecamera per il rilevamento della velocità, ha emesso oltre 26.000 multe in soli 25 giorni lungo l’Interstate 490 a Rochester, New York. Tra i destinatari delle sanzioni c’era anche Kent Kroemer, che ha ricevuto tre multe per presunta eccessiva velocità in una zona di lavori.

Kroemer ha deciso di contestare le multe in tribunale, ma inizialmente ha perso. Dopo aver presentato appello, il caso è stato esaminato dal giudice della contea Doug Randall, che ha annullato le sanzioni e ha criticato duramente le procedure del tribunale cittadino.

Un processo basato su prove insufficienti

Secondo il giudice Randall, il tribunale cittadino non ha presentato prove adeguate per dimostrare la colpevolezza di Kroemer. Inoltre, il cancelliere avrebbe discusso con il conducente durante l’udienza, un comportamento giudicato «inappropriato» e «estremamente grave».

Il giudice ha sottolineato che il tribunale ha invertito l’onere della prova, costringendo Kroemer a dimostrare la propria innocenza invece che il contrario. Durante il processo, Kroemer ha sostenuto che non c’erano prove sufficienti a dimostrare che i lavori stradali fossero in corso al momento della presunta infrazione.

Nessuna prova di lavoratori o notifica tempestiva

Nel corso dell’appello, il giudice Randall ha rilevato che la procura non ha fornito alcuna prova della presenza di operai sul sito al momento dell’infrazione. Inoltre, non è stata prodotta alcuna documentazione che attestasse l’invio della notifica di responsabilità entro i 14 giorni previsti dalla legge locale.

Dei 239 conducenti che hanno presentato ricorso al tribunale cittadino, solo 40 hanno ottenuto l’annullamento delle multe. Tuttavia, grazie alla sentenza del giudice Randall, coloro che hanno perso in primo grado ora hanno tempo fino al 8 maggio per presentare appello.

Un precedente che potrebbe aprire a migliaia di ricorsi

La decisione del giudice Randall potrebbe avere ripercussioni su migliaia di multe emesse in modo simile. La procedura adottata dalle autorità locali, infatti, solleva dubbi sulla trasparenza e sulla correttezza delle sanzioni automatiche, soprattutto quando non vengono rispettati i requisiti di legge.