Un giudice federale dello Stato di Washington ha autorizzato la prosecuzione di una causa intentata contro la Scuola di Servizio Sociale dell’Università di Washington Tacoma. Secondo la sentenza, lo studente avrebbe subito ritorsioni per un progetto accademico considerato discriminatorio verso le persone transgender.

Il caso, denominato Arias v. Univ. of Wash. Tacoma, è stato esaminato dal giudice David Estudillo del tribunale distrettuale occidentale dello Stato di Washington (W.D. Wash.). La corte ha stabilito che, per il momento, i fatti controversi devono essere valutati a favore dello studente ricorrente.

I fatti contestati

Secondo la ricostruzione del giudice, il 20 aprile 2023, lo studente avrebbe avuto un breve scambio con il docente Vern Harner, durante il quale avrebbe mostrato un articolo su Google senza aprirlo. Harner avrebbe consigliato di verificare la reputazione delle fonti, ma non avrebbe espresso alcuna obiezione sul progetto dello studente.

Successivamente, Harner avrebbe identificato un articolo diverso sul computer dello studente, sostenendo che il progetto fosse incentrato su un tema considerato offensivo: «il presunto assalto sessuale di persone transgender nelle carceri». L’articolo, secondo Harner, sarebbe stato pieno di «dog whistles e punti di vista estremisti e transfobici» (TERF).

Harner avrebbe quindi consultato la collega Claudia Sellmaier e, il 27 aprile 2023, avrebbe incontrato lo studente per discutere il progetto. Durante l’incontro, Harner avrebbe reagito con rabbia, affermando che il lavoro dello studente «attaccava le persone transgender». Lo studente avrebbe chiesto spiegazioni, ma Harner non avrebbe fornito motivazioni chiare, limitandosi a definire il progetto «dannoso e non in linea con i valori dell’assistenza sociale».

Dopo l’incontro, Harner avrebbe contattato la preside della scuola, Keva Miller, segnalando l’accaduto e avviando una procedura di segnalazione formale. Entro 38 minuti dall’invio di una email allo studente, Harner avrebbe compilato e inviato un modulo di segnalazione al Comitato per gli Standard Professionali (PSC).

Le accuse dello studente

Lo studente, rappresentato dai suoi avvocati, sostiene che Harner abbia agito in modo discriminatorio, basandosi su pregiudizi personali piuttosto che su principi accademici o etici. Secondo la difesa, la reazione di Harner sarebbe stata sproporzionata e avrebbe violato i diritti dello studente, oltre a costituire una forma di ritorsione per l’espressione delle sue idee.

La corte ha riconosciuto che, allo stato attuale, i fatti presentati dallo studente meritano un approfondimento giudiziario. La causa potrà quindi procedere, aprendo la strada a un dibattito più ampio su libertà accademica, diritti delle minoranze e gestione dei conflitti in ambito universitario.

Fonte: Reason