Mentre si recavano a scuola a Broadview, Illinois, o lasciavano un centro commerciale a Columbus, Ohio, mentre erano a casa a Minneapolis o seduti nel passeggino a Chicago, o ancora durante una protesta pomeridiana a Portland, Oregon, decine di minori sono stati colpiti da gas lacrimogeni e spray al peperoncino sparati dalle forze dell'ordine federali durante le operazioni di immigrazione dell'era Trump.
Le sostanze chimiche hanno invaso le strade, penetrando nelle abitazioni e nelle auto familiari. In alcuni casi, il gas ha raggiunto le camere da letto, costringendo un adolescente asmatico a lottare per respirare. In altri, ha provocato ustioni chimiche sulla pelle di una bambina che gridava: "Brucia!" In un caso ancora più grave, un neonato ha smesso di respirare.
Un'inchiesta di ProPublica ha identificato 79 minori in tutto il paese che hanno subito danni a causa di questi agenti chimici, utilizzati in modo sempre più massiccio dagli agenti federali durante la presidenza di Donald Trump. Il Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS) ha difeso ripetutamente l'operato dei suoi agenti, sostenendo che la responsabilità ricade su "agitatori" nelle folle e sui genitori che avrebbero esposto i figli a rischi inutili.
Tuttavia, le immagini e i video raccolti da ProPublica raccontano una realtà diversa. In uno di questi filmati, agenti rilasciano gas lacrimogeno in una folla dove sono presenti almeno sette bambini, poco prima che qualcuno urli: "Ci sono dei bambini qui!" In un altro video, gli agenti lanciano bombole di gas lacrimogeno contro i manifestanti senza apparente provocazione. Mentre le strade sono già invase dal fumo bianco, un agente della Customs and Border Protection (CBP), con la telecamera del corpo attiva, spara proiettili al peperoncino gridando: "Fanculo!" e "Sì!"
Un terzo filmato mostra cosa è successo dopo che un agente ha spruzzato spray al peperoncino attraverso il finestrino di un'auto familiare, colpendo una bambina di un anno sul sedile posteriore. Un testimone ha filmato la piccola in lacrime, mentre la sua famiglia ha dichiarato che faticava a respirare. Un portavoce del DHS ha definito l'incidente una "frode disgustosa con spray al peperoncino", ma un pastore locale presente sulla scena ha smentito categoricamente, affermando davanti a una commissione statale: "C'è letteralmente un video a dimostrarlo".
Queste scene di gas tossici e volti inondati di lacrime hanno spinto alcuni storici a paragonare l'intensità e la portata dell'uso di munizioni chimiche da parte degli agenti a brutali repressioni della polizia durante il Movimento per i Diritti Civili. La legalità di tali azioni è stata messa in discussione in diverse città, dove giudici hanno criticato aspramente sia l'Immigration and Customs Enforcement (ICE) che la CBP, accusandoli di aver fatto uso di una forza eccessiva. In un caso, un giudice ha parlato di "indifferenza deliberata" da parte degli agenti nei confronti dei rischi, soprattutto per i minori.
Alcuni tribunali hanno ordinato agli agenti di limitare l'uso di questi agenti chimici nelle aree oggetto di cause legali, ma non hanno potuto estendere il divieto su scala nazionale. Di conseguenza, ProPublica ha rilevato che in altre comunità continua a verificarsi il ferimento di minori.
La controversia sull'uso di gas lacrimogeni e spray al peperoncino ha evidenziato una mancanza di coerenza nelle politiche di sicurezza nazionale, sollevando interrogativi sulla proporzionalità e l'umanità delle operazioni condotte dalle forze dell'ordine federali.