Arresto all'aeroporto di Buenos Aires
Le autorità argentine hanno arrestato un presunto truffatore legato a una frode criptovalutaria da 50 milioni di dollari, ricercato dalla Nigeria. Il sospetto, di nazionalità cinese, è stato fermato all'aeroporto internazionale Ezeiza di Buenos Aires mentre tentava di entrare nel paese con un passaporto falso del Paraguay.
L'identità dell'uomo non è stata resa pubblica per motivi legali, ma le autorità argentine hanno rivelato che le sue iniziali sono DZ. Secondo quanto riportato dal quotidiano Clarín, il governo argentino ha già avviato le procedure per l'estradizione verso la Nigeria.
Dettagli della truffa e arresto
Alejandra Monteoliva, ministra della Sicurezza argentina, ha dichiarato su X (ex Twitter):
«[DZ] è arrivato da Parigi con documenti falsi. Non è nemmeno riuscito a entrare nel paese. La Polizia Aeroportuale, la Polizia Federale e gli ufficiali dell'immigrazione hanno agito immediatamente».
Le indagini hanno rivelato che DZ avrebbe orchestrato una truffa basata in Nigeria, coinvolgendo investitori che hanno perso circa 49,4 milioni di dollari. Secondo le fonti, il sospetto avrebbe promesso rendimenti elevati a chi avesse investito nella sua piattaforma cripto. Tuttavia, le vittime hanno denunciato di non essere più riuscite ad accedere alla piattaforma né a prelevare i propri fondi.
Procedura di estradizione in corso
Un tribunale federale della città di Lomas de Zamora ha confermato a Clarín che sta procedendo con la pratica di estradizione. In Nigeria, invece, la giustizia ha già condannato a 46 anni di carcere due dirigenti cinesi coinvolti in una truffa cripto da 2,5 milioni di dollari. L'operazione, che ha portato all'arresto di quasi 800 persone, è stata avviata nel dicembre 2024.
Crescente allerta per le truffe cripto in America Latina
Il caso si inserisce in un contesto globale di crescente preoccupazione per le frodi legate alle criptovalute. Negli Stati Uniti, il Dipartimento di Giustizia sta indagando sul noto schema OneCoin, mentre in Brasile sono stati arrestati tre influencer accusati di essere coinvolti in una rete di phishing vocale e riciclaggio di denaro.
Le autorità argentine hanno sottolineato che criminali stranieri non sono i benvenuti nel paese, confermando la volontà di collaborare con la Nigeria per garantire giustizia alle vittime.