Un cittadino statunitense vittima di arresti ripetuti
Leo Garcia Venegas, cittadino statunitense, ha denunciato il Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS) dopo essere stato arrestato per la terza volta da agenti dell’ICE lo scorso 2 maggio. La nuova detenzione avviene nonostante Venegas sia già stato protagonista di due arresti illegittimi nel 2023 e stia guidando una class action contro le politiche di enforcement dell’immigrazione.
L’arresto del 2 maggio: cosa è successo
Secondo quanto riportato nella dichiarazione giurata depositata in tribunale, Venegas è stato bloccato nel vialetto di casa sua a Silverhill, in Alabama, da un SUV senza contrassegni. Prima ancora che potesse mostrare la sua REAL ID – documento che prova la cittadinanza statunitense – due agenti dell’ICE lo hanno estratto con la forza dal veicolo che stava guidando, quello del fratello, poiché il suo era in panne.
«Gli agenti non mi hanno rivolto nemmeno una domanda né hanno emesso ordini legali», ha dichiarato Venegas. «Mi hanno tirato fuori dall’auto, mi hanno gettato a terra e mi hanno ammanettato braccia e gambe. Nonostante avessi in mano il mio Alabama Star ID – un REAL ID valido solo per chi può dimostrare lo status legale – non hanno mostrato alcun interesse a verificarlo».
Venegas è rimasto ammanettato per 15 minuti mentre gli agenti procedevano con la verifica digitale della sua identità, senza tuttavia porgli alcuna domanda sulla sua cittadinanza o sul suo status migratorio. «In nessun momento, prima di usarmi violenza fisica, gli agenti mi hanno chiesto informazioni sulla mia identità o sul mio status», ha sottolineato nella sua deposizione.
La risposta del DHS: una negazione che contraddice i fatti
In una dichiarazione ufficiale, il DHS ha negato l’arresto di Venegas, affermando che «Leonardo Garcia Venegas non è stato detenuto la scorsa settimana». Secondo l’agenzia, «il 2 maggio ICE ha effettuato un controllo routinario su un’auto registrata a un straniero irregolare. Dopo aver verificato l’identità di Venegas, è stato rilasciato».
Una versione dei fatti smentita dalla stessa dichiarazione giurata di Venegas, che dimostra come l’agenzia abbia mentito in passato su casi simili. Già nel 2023, Venegas era stato arrestato due volte durante blitz in cantieri edili dove lavorava, nonostante avesse sempre con sé il suo REAL ID.
La causa collettiva e le accuse contro ICE
Venegas è il principale querelante in una class action contro il DHS, che accusa l’agenzia di violare sistematicamente i diritti costituzionali. Secondo la denuncia, ICE avrebbe detenuto almeno 170 cittadini statunitensi nel 2023, spesso senza motivo valido e con l’uso di forza eccessiva.
Un’inchiesta di ProPublica ha rivelato come l’agenzia abbia mentito in numerosi casi, negando l’arresto di cittadini statunitensi o minimizzando le violazioni del Quarto Emendamento, che vieta perquisizioni e arresti senza probabile causa.
Le dichiarazioni ufficiali: REAL ID non affidabile per la cittadinanza?
In un documento depositato come parte della causa, un funzionario del DHS ha ammesso che «il REAL ID può essere inaffidabile per confermare la cittadinanza statunitense». Una dichiarazione che solleva ulteriori dubbi sulla legittimità delle azioni di ICE e sulla trasparenza delle procedure.
Quante altre vittime ci sono?
La vicenda di Venegas solleva una domanda inquietante: quanti altri cittadini statunitensi sono stati vittime di arresti illegittimi da parte di ICE? Con oltre 170 casi documentati solo nel 2023, e con l’agenzia che continua a negare o minimizzare le accuse, la battaglia legale di Venegas assume un’importanza ancora maggiore.
«Questa non è solo una questione di diritti individuali», ha dichiarato un avvocato che segue il caso. «Si tratta di giustizia sistemica e di rispetto delle leggi che dovrebbero proteggere tutti i cittadini, indipendentemente dal loro background».
Cosa succederà ora?
La causa intentata da Venegas potrebbe portare a una revisione delle politiche di enforcement dell’ICE e del DHS. Nel frattempo, l’agenzia continua a operare senza modifiche, mentre sempre più cittadini statunitensi rischiano di subire arresti illegittimi e violazioni dei loro diritti fondamentali.