La recente pubblicazione dei documenti ufficiali relativi all’accordo tra il governo statunitense e TotalEnergies per la cancellazione delle concessioni eoliche offshore ha gettato nuova luce su un’intesa presentata come vantaggiosa per entrambe le parti. Secondo le dichiarazioni dell’amministrazione Trump, il governo avrebbe rimborsato l’azienda francese per ogni dollaro speso nell’acquisizione delle concessioni, in cambio di un impegno a reinvestire i fondi nello sviluppo di progetti petroliferi e del gas negli Stati Uniti.
Tuttavia, i documenti diffusi dal Bureau of Ocean Energy Management il 12 aprile hanno rivelato che i termini dell’accordo erano ben diversi da quanto dichiarato. In particolare, TotalEnergies non era tenuta a effettuare nuovi investimenti per ottenere il rimborso. L’azienda avrebbe potuto presentare ricevute di spese già sostenute, inclusi investimenti in progetti petroliferi e del gas risalenti a novembre 2023.
Le condizioni prevedevano che TotalEnergies impiegasse un importo equivalente a quello speso per le concessioni eoliche offshore in «progetti di energia convenzionale» entro un arco temporale specifico: tra il 18 novembre 2025 e il 30 settembre 2026. Tra le spese ammissibili rientravano non solo gli investimenti diretti nei propri progetti, ma anche i fondi destinati a joint venture. Una volta effettuate le spese, l’azienda avrebbe potuto presentare una revisione contabile di terze parti al Dipartimento degli Interni per ottenere la cancellazione delle concessioni.
Un aspetto particolarmente controverso riguarda l’inclusione del progetto Rio Grande LNG, un terminale di esportazione di gas naturale liquefatto per il quale TotalEnergies aveva già preso una decisione finale di investimento nel settembre 2023. Secondo i documenti, l’azienda ha impiegato i 928 milioni di dollari del rimborso in meno di 21 settimane, utilizzando fondi già stanziati per il progetto.
Le due concessioni cancellate sono state quella di Carolina Long Bay, al largo della costa della Carolina del Nord, ufficialmente revocata il 2 aprile, e quella di Attentive Energy, al largo del New Jersey settentrionale, cancellata il 13 aprile.
Kit Kennedy, direttrice per energia, clima e risorse naturali del Natural Resources Defense Council, ha definito l’accordo come un «regalo miliardario» a TotalEnergies, sottolineando come i contribuenti statunitensi si trovino a finanziare un’azienda che, invece di sviluppare energia pulita, reinveste in combustibili fossili. «L’ironia di questa situazione è che, mentre milioni di americani faticano a pagare le bollette dell’elettricità, il governo sta elargendo un miliardo di dollari a una multinazionale petrolifera», ha dichiarato Kennedy. «Questi fondi provengono dalle nostre tasse e, alla fine, si tradurranno in un aumento delle bollette per le famiglie americane».
TotalEnergies non ha risposto alle richieste di chiarimento via email. Il Dipartimento degli Interni, invece, ha fornito una dichiarazione generica in cui si afferma che «l’accordo è stato negoziato nel rispetto delle leggi e delle normative vigenti».