Un giudice federale del distretto della California ha emesso un'ordinanza preliminare che impone a Nexstar e Tegna di mantenere separate le proprie attività, nonostante la chiusura della loro fusione da 6,2 miliardi di dollari avvenuta lo scorso mese.

La decisione, firmata dal giudice distrettuale Troy Nunley, accoglie le preoccupazioni di DirecTV e di altri attori del settore, secondo cui la fusione avrebbe costretto i fornitori di pay-TV a incrementare i prezzi per i consumatori, causando un danno irreparabile. Inoltre, il giudice ha riconosciuto la validità dell'argomento secondo cui l'operazione avrebbe ridotto la concorrenza in decine di mercati locali.

L'ordinanza preliminare segue una decisione precedente dello stesso giudice, che a marzo aveva emesso un ordine restrittivo temporaneo per bloccare la fusione. Nexstar ha già annunciato che presenterà appello contro la sentenza.

Il contesto della fusione

Nexstar, già il più grande gruppo televisivo statunitense, aveva annunciato lo scorso anno l'acquisizione di Tegna per 6,2 miliardi di dollari. L'operazione avrebbe creato un colosso con oltre 259 stazioni televisive, raggiungendo oltre l'80% delle famiglie americane. Per ottenere l'approvazione della fusione, la FCC (Federal Communications Commission) aveva dovuto derogare a una norma che limita la proprietà delle stazioni locali a un massimo del 39% delle famiglie statunitensi.

Tuttavia, la deroga ha scatenato un acceso dibattito giuridico: gli oppositori dell'accordo sostengono che solo il Congresso possa modificare tale soglia, poiché la legge federale la definisce come un limite invalicabile.

Le opposizioni e le azioni legali

Lo scorso marzo, otto stati statunitensi e DirecTV hanno presentato una serie di ricorsi per bloccare la fusione, sostenendo che l'operazione avrebbe danneggiato l'occupazione e concentrato troppo potere nelle mani di un'unica società nel settore delle trasmissioni locali. Le cause sono state intentate in anticipo rispetto alle approvazioni federali, con l'obiettivo di prevenire eventuali decisioni favorevoli.

Il giorno successivo, il Dipartimento di Giustizia statunitense ha annunciato la chiusura anticipata dell'indagine antitrust sulla fusione, approvandola sotto il profilo della concorrenza. Anche la FCC aveva approvato il trasferimento delle licenze di trasmissione di Tegna a Nexstar senza una votazione pubblica dell'intera commissione. Lo stesso giorno, Nexstar aveva annunciato il completamento dell'acquisizione.

Un gruppo di associazioni dei consumatori, insieme a Newsmax e DirecTV, aveva presentato un ricorso d'urgenza per fermare l'operazione, sostenendo che la FCC non avesse l'autorità legale per derogare al limite di proprietà e che il suo Dipartimento Media non potesse approvare unilateralmente il trasferimento delle licenze.

Cosa succederà ora?

L'ordinanza del giudice entrerà in vigore alle 17:00 PT del 21 aprile, quando scadrà l'ordine restrittivo temporaneo. Durante questo periodo, Nexstar e Tegna non potranno intraprendere alcuna azione per consolidare le proprie attività.

Inoltre, Nexstar dovrà consentire a Tegna di operare come un'unità di business separata e indipendente, gestita autonomamente.

Fonte: Axios