Il Forum permanente delle Nazioni Unite sulle questioni indigene (UNPFII) ha recentemente pubblicato una serie di appelli urgenti, tra cui la sospensione dei progetti minerari critici accelerati e l’aumento dei finanziamenti per iniziative climatiche indigene. Tuttavia, queste raccomandazioni arrivano in un momento in cui il Forum stesso è minacciato da una crisi esistenziale.

Per 25 anni, l’UNPFII è stato l’organo di riferimento dell’ONU per la rappresentanza dei popoli indigeni. Tuttavia, il suo impatto concreto rimane limitato: molti Stati membri ignorano sistematicamente le sue raccomandazioni. La situazione è aggravata dai tagli di bilancio dell’ONU, dal rifiuto del multilateralismo da parte dell’amministrazione Trump e dagli sforzi per razionalizzare i processi delle Nazioni Unite.

«Per noi, il cambiamento climatico non è una minaccia lontana. È una crisi attuale e concreta di diritti umani» ha dichiarato Aluki Kotierk, rappresentante Inuk canadese e presidente dell’UNPFII, al termine dell’incontro annuale di due settimane a New York.

Le raccomandazioni del Forum si basano su discussioni e ricerche condotte da centinaia di delegati e esperti indigeni nel corso dell’ultimo anno. Da quando è stato istituito, l’UNPFII ha emesso oltre 1.000 raccomandazioni considerate vitali per la sopravvivenza dei popoli indigeni. Tuttavia, la maggior parte di esse rimane inascoltata.

Un recente rapporto di valutazione sistemica, redatto da membri attuali e passati dell’UNPFII, evidenzia questo problema: «Sebbene l’UNPFII sia riuscito a consolidarsi come piattaforma globale visibile e legittima, permangono dubbi sulla sua capacità di trasformare il dialogo, le raccomandazioni e la produzione di conoscenza in risultati tangibili per i popoli indigeni».

Il rapporto sottolinea i limiti dell’UNPFII, che può solo formulare raccomandazioni alle agenzie ONU e agli Stati membri, ma non ha potere decisionale né meccanismi di attuazione efficaci. La crisi di liquidità dell’ONU, aggravata dai ritardi nei pagamenti da parte di grandi contribuenti come Stati Uniti e Cina, ha ulteriormente indebolito il Forum.

Il Fondo fiduciario ONU per le questioni indigene, che sostiene le attività dell’UNPFII, ha visto crollare i finanziamenti: dai oltre 300.000 dollari del 2021 ai meno di 50.000 previsti per il 2026. Attualmente, solo tre Stati membri contribuiscono al fondo, contro i nove del 2006. La carenza di risorse ha costretto il Forum a ridurre il personale, limitare la durata degli incontri e tagliare i servizi di interpretariato.

Nonostante ciò, l’UNPFII ha pubblicato venerdì una serie di raccomandazioni audaci, tra cui:

  • Esortare gli Stati membri a considerare seriamente le sentenze delle corti internazionali per mitigare il cambiamento climatico entro il 2027;
  • Introdurre protezioni legali per i territori indigeni, in particolare per le comunità incontattate;
  • Sviluppare tutele giuridiche per le comunità nomadi indigene.

Queste proposte si aggiungono a un elenco di oltre mille raccomandazioni emesse dal Forum negli ultimi 25 anni, molte delle quali rimangono lettera morta. La sopravvivenza dell’UNPFII e la capacità di difendere i diritti dei popoli indigeni dipendono ora dalla volontà politica degli Stati membri e dal sostegno finanziario internazionale.

Fonte: Grist