Lowe’s Home Improvement è al centro di una crescente polemica per il suo contratto con Flock Safety, azienda specializzata in sistemi di sorveglianza avanzata, tra cui telecamere, droni e lettori automatici di targhe (ALPR). La collaborazione è ora sotto esame per il rischio di violazioni della privacy e l’utilizzo dei dati raccolti in indagini che potrebbero ledere i diritti civili.

I timori per la sorveglianza di massa

Il caso è emerso dopo che 404 Media ha rivelato, ad agosto, che le telecamere Flock installate presso i punti vendita di Lowe’s e The Home Depot venivano integrate in un sistema di sorveglianza diffusa accessibile alle forze dell’ordine. I dati, secondo quanto riportato dall’Electronic Frontier Foundation (EFF), sarebbero stati utilizzati anche da ICE (Immigration and Customs Enforcement) e in indagini legate a interruzioni di gravidanza, sollevando allarmi su un possibile stato di sorveglianza di massa.

La lettera delle 38 organizzazioni

In una lettera datata 1 aprile indirizzata al CEO di Lowe’s Marvin Ellison e ad altri dirigenti, 38 organizzazioni tra cui Fight for the Future, EFF e l’American Federation of Teachers hanno chiesto la rescissione immediata del contratto con Flock Safety. Il documento sottolinea che il Paese si trova a un punto di svolta critico, in cui le conseguenze della sorveglianza automatizzata possono avere ripercussioni devastanti sulla vita e la libertà delle persone.

Le organizzazioni evidenziano come i sistemi ALPR siano stati utilizzati per persecuzioni politiche, monitoraggio di manifestanti, accesso a cure riproduttive e di genere, nonché per il profiling razziale di comunità marginalizzate. Secondo i firmatari, Lowe’s ha la responsabilità di agire nell’interesse pubblico e porre fine a una partnership che la lega a politiche migratorie brutali e a un regime autoritario.

Fight for the Future ha richiesto una risposta ufficiale entro il 17 aprile, ma al momento della pubblicazione non ha ricevuto alcuna replica da parte di Lowe’s, che non ha nemmeno commentato le richieste di chiarimento avanzate da Fast Company riguardo al contratto in corso.

La difesa di Flock Safety

Un portavoce di Flock Safety ha dichiarato a Fast Company che i clienti hanno il controllo completo sui dati raccolti e decidono autonomamente come utilizzarli. «Non condivideremmo mai i dati dei clienti senza il loro esplicito consenso», ha affermato. Tuttavia, ha ammesso che in alcuni casi i privati possono decidere di condividere informazioni con le forze dell’ordine, sempre previa autorizzazione.

L’azienda ha inoltre sottolineato che la legge attuale, come dimostrato da recenti sentenze in Virginia e da oltre 20 pronunce dei tribunali federali, non prevede un ragionevole diritto alla privacy per i sistemi ALPR fissi, che sono considerati legali e non richiedono un mandato. Flock ha definito la tecnologia «salvavita e fondamentale», citando un comunicato stampa del 20 aprile in cui ha annunciato il recupero di sei bambini rapiti grazie all’utilizzo degli ALPR in cinque mesi.

Il precedente di The Home Depot

Lowe’s non è l’unica azienda del settore a essere finita nel mirino per i suoi legami con Flock Safety. The Home Depot ha già subito minacce di boicottaggio e pressioni da parte degli investitori, che hanno chiesto una valutazione dei rischi per privacy e diritti civili, inclusi discriminazione e detenzioni arbitrarie. La questione si inserisce in un dibattito più ampio sulla responsabilità delle aziende nell’adozione di tecnologie che potrebbero ledere le libertà individuali.

Cosa chiedono gli attivisti

  • La cessazione immediata dei contratti con Flock Safety da parte di Lowe’s e altre aziende retail.
  • Una regolamentazione più stringente sull’uso dei dati di sorveglianza, con particolare attenzione alla protezione delle minoranze e dei diritti civili.
  • Trasparenza totale sulle modalità di condivisione dei dati con le autorità e sui casi in cui tali informazioni vengono utilizzate.