Un nuovo caso di istigazione all'odio e minacce di morte contro minoranze etniche e religiose è arrivato in fase di giudizio. La Corte del Distretto Centrale della Florida (M.D. Fla.) ha rinviato a giudizio un uomo accusato di aver diffuso messaggi violenti su YouTube, indirizzati in particolare a musulmani, afroamericani, immigrati e persone di origine indiana.
Il procedimento, U.S. v. Demeo, è stato deciso dalla giudice Sheri Polster Chappell. Il caso presenta analogie con un altro recente processo, noto come "See MAGA, Shoot MAGA", che ha portato a una sentenza simile.
L'imputato avrebbe commentato ventidue video su YouTube, ciascuno contenente minacce di morte e inviti al genocidio. Le sue dichiarazioni, estremamente violente, includevano riferimenti espliciti a musulmani, neri americani, immigrati e persone provenienti dall'India.
Le accuse e i dettagli del procedimento
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha presentato un atto d'accusa formale, basato sul 18 U.S.C. § 875(c), che punisce la trasmissione, tramite commercio interstatale o internazionale, di comunicazioni contenenti minacce di morte o di lesioni fisiche.
L'atto d'accusa include una tabella dettagliata che elenca:
- Il numero del capo d'accusa
- Una sintesi del messaggio
- La data della pubblicazione
- L'ID del commento su YouTube
Tra le accuse più gravi figurano:
- Minacce di sterminio nei confronti di tutti i musulmani, uomini, donne e bambini
- Inviti al genocidio e alla violenza estrema, con riferimenti a deportazioni forzate e uccisioni di massa
- Minacce di rapimento e omicidio, con descrizioni dettagliate di metodi violenti, come l'uso di autobotti e trituratori
- Messaggi razzisti e disumanizzanti, con epiteti offensivi e deumanizzanti nei confronti delle vittime
Un esempio dei commenti dell'imputato recita:
«Musulmani, ascoltate bene: non siete i benvenuti qui. O tornate nel vostro Paese o morite qui. Siamo stanchi che il governo faccia solo cazzate e crei problemi, quindi noi, come popolo unito, stiamo per sistemare tutto. Voi musulmani siete sempre pronti a uccidere gli americani? Bene, ora siamo noi a pianificare il genocidio più efficiente della storia. Uccideremo tutti voi che non ve ne andrete: uomini, donne, bambini. Non ci importa un cazzo. Voi non siete umani, siete parassiti, rifiuti biologici, e non vediamo l'ora di sterminarvi dalla nostra terra. Ultimo avvertimento. Il governo non potrà salvarvi: sono in lotta tra loro, non riescono nemmeno a approvare un bilancio. Non c'è modo che fermino la più grande popolazione armata civile al mondo che è assetata di sangue.»
Le difese dell'imputato e le prossime tappe
L'avvocato dell'imputato ha sostenuto che l'atto d'accusa sarebbe vago e privo di specificità, non riuscendo a delineare chiaramente i reati contestati. Tuttavia, la giudice Chappell ha respinto questa tesi, confermando che le accuse sono sufficientemente dettagliate da permettere un processo equo.
Il caso ora procederà verso il dibattimento, dove la giuria dovrà valutare la fondatezza delle accuse e la responsabilità penale dell'imputato. Se condannato, l'uomo rischia pene severe, tra cui multe e reclusione fino a cinque anni per ogni capo d'accusa.