Waterbury Hospital, nel Connecticut, è uno degli ospedali della catena Prospect Medical, una società profit che aveva promesso di finanziare autonomamente le spese per malpractice. Ora, a seguito del fallimento della società nel gennaio 2025, emerge un nuovo aspetto critico: Prospect non ha costituito riserve per coprire le richieste di risarcimento per negligenza medica, lasciando centinaia di pazienti senza possibilità di ottenere giustizia.

La gestione di Prospect Medical, controllata da private equity e management, è stata caratterizzata da una serie di gravi negligenze. La società ha accumulato debiti per oltre 135 milioni di dollari in tasse non pagate e fornitori non liquidati, ha chiuso quattro ospedali pubblici nella periferia di Filadelfia, licenziando migliaia di persone, e ha registrato gravi carenze nella sicurezza dei pazienti, tra cui infezioni ospedaliere e strutture insalubri.

Le cause legali per malpractice contro Prospect sono ora a rischio di archiviazione. Tra queste, quella di Pamela Dorn, che nel 2024 ha presentato una denuncia contro la società per la morte del marito, Bob Dorn, avvenuta nel 2022. Secondo la ricostruzione della famiglia, Bob, affetto da demenza grave e costretto a una dieta liquida, fu sedato al pronto soccorso di Waterbury Hospital e lasciato solo con un pasto solido, che gli provocò un soffocamento fatale. Il certificato di morte attribuisce la causa del decesso a asfissia per ostruzione delle vie aeree.

«Non volevo che accadesse la stessa cosa a qualcun altro», ha dichiarato Pamela Dorn. «Come possa un sistema ospedaliero operare senza assicurazione per malpractice è inimmaginabile. È una irresponsabilità senza precedenti».

Gli avvocati di Prospect e dei medici del pronto soccorso hanno negato le accuse di negligenza nei documenti giudiziari. Tuttavia, la situazione per i pazienti danneggiati è ulteriormente aggravata dal fatto che Prospect, come molte altre aziende sanitarie, aveva scelto di «auto-assicurarsi» contro le richieste di risarcimento. Invece di pagare premi a compagnie assicurative esterne, la società si era impegnata a coprire direttamente le spese legali e i risarcimenti, senza però costituire riserve adeguate.

Ora, con la società in bancarotta, centinaia di cause per malpractice rischiano di essere archiviate, lasciando le vittime senza possibilità di ottenere un risarcimento.