La Corte Suprema degli Stati Uniti si appresta a pronunciarsi su due casi che potrebbero ridefinire il destino di migliaia di migranti attualmente protetti dallo status di protezione temporanea (TPS) negli USA. Le decisioni, attese per aprile, riguarderanno direttamente Haiti e Siria, due paesi segnati da conflitti, instabilità politica e violenza diffusa.

Il TPS è un programma federale istituito nel 1990 che consente ai cittadini stranieri presenti negli Stati Uniti di rimanere temporaneamente nel paese se il loro Paese d'origine è colpito da conflitti armati, disastri naturali o altre emergenze che ne rendono il rientro pericoloso. Prima del 1990, una misura simile esisteva con il nome di extended voluntary departure, poi formalizzata dalla legge del 1990.

I beneficiari del TPS possono lavorare legalmente negli USA, ma devono soddisfare requisiti rigorosi: non devono avere condanne penali gravi, più di una condanna per reati minori, né legami con traffico di droga o terrorismo. Lo status è, per definizione, temporaneo: il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale (DHS) è tenuto a riesaminare periodicamente l'elenco dei paesi eleggibili e a revocare il TPS una volta che la crisi umanitaria si è attenuata.

L'amministrazione Trump e la revoca del TPS

L'ex presidente Donald Trump ha adottato una linea dura sull'immigrazione, ostacolando attivamente il programma TPS. Già nel suo primo giorno di mandato nel 2025, Trump ha firmato un ordine esecutivo intitolato "Proteggere il popolo americano dall'invasione", con l'obiettivo dichiarato di limitare l'accesso al TPS ai soli casi strettamente necessari per legge.

Sotto la sua amministrazione, il TPS è stato revocato per tutti e 13 i paesi che erano in fase di riesame, in alcuni casi prima della scadenza naturale delle protezioni. Tra questi figurano Yemen, Somalia, Etiopia, Haiti, Birmania, Sud Sudan, Siria, Venezuela, Honduras, Nicaragua, Nepal, Camerun e Afghanistan.

I due casi in esame alla Corte Suprema

I casi Mullin v. Doe e Trump v. Miot mettono in discussione la legittimità delle decisioni dell'amministrazione Trump di revocare il TPS. Il primo caso riguarda la Siria, paese recentemente attraversato da una guerra civile e che nel 2024 ha visto la destituzione del suo presidente. Il secondo caso coinvolge cittadini haitiani, molti dei quali temono di essere rimpatriati in un paese privo di un governo stabile e dominato da bande criminali armate.

Entrambi i casi saranno discussi davanti alla Corte Suprema ad aprile, con possibili ripercussioni su decine di migliaia di persone che, al momento, possono vivere e lavorare negli Stati Uniti senza timore di essere deportate in zone di guerra o in paesi non sicuri.

«La decisione della Corte Suprema potrebbe avere un impatto profondo non solo sui beneficiari del TPS, ma anche sulla coerenza delle politiche di asilo e protezione umanitaria degli Stati Uniti», ha dichiarato un esperto di diritto migratorio.

La sentenza, attesa nei prossimi mesi, determinerà se l'amministrazione Trump ha agito entro i limiti della legge nel revocare lo status di protezione temporanea, o se tali decisioni violano i principi umanitari che hanno ispirato il programma TPS fin dalla sua istituzione.

Fonte: Vox