Le autorità britanniche hanno avviato la loro prima operazione coordinata contro presunti scambi illegali di criptovalute in modalità peer-to-peer. Il messaggio è chiaro: chi trasforma la compravendita di crypto in un’attività commerciale deve essere trasparente, registrato e soggetto a controlli.
L’Autorità di Condotta Finanziaria (FCA) ha collaborato con la polizia e l’Agenzia delle Entrate per effettuare otto perquisizioni a Londra, emettendo lettere di cessazione delle attività presso ciascun indirizzo. Le prove raccolte durante i controlli supporteranno indagini penali, come confermato dal regolatore. Secondo Reuters, al momento non esistono trader peer-to-peer di criptovalute registrati presso la FCA nel Regno Unito.
La normativa britannica distingue tra scambi occasionali e attività commerciali. Chi acquista e vende crypto per terzi, organizza transazioni, scambia asset digitali o gestisce macchinari che facilitano queste operazioni “in via di business” è tenuto a registrarsi presso la FCA e ad applicare le norme antiriciclaggio.
Secondo il Money Laundering Regulations, le imprese crypto che operano nel Regno Unito devono essere registrate prima di iniziare l’attività. L’FCA sottolinea che la registrazione non è un’opzione, ma un obbligo legale.
Le regole antiriciclaggio e le criptovalute
Le piattaforme crypto registrate devono verificare l’identità dei clienti, monitorare le transazioni, conservare registri e segnalare attività sospette. Queste misure mirano a ostacolare il riciclaggio di denaro, l’evasione delle sanzioni, le frodi e il finanziamento del terrorismo.
Un operatore peer-to-peer non registrato rappresenta lo stesso rischio di un’attività finanziaria non autorizzata: può trasformare fondi illeciti in valore spendibile, lasciando meno tracce dietro di sé.
Promozioni crypto: cosa dice la legge britannica
Dal 2023, il Regno Unito ha esteso il regime delle promozioni finanziarie anche alle criptovalute. Le aziende che pubblicizzano servizi crypto verso consumatori britannici devono seguire una delle quattro vie consentite:
- Comunicazione da parte di una società autorizzata;
- Approvazione da parte di una società autorizzata;
- Comunicazione da parte di un’impresa crypto registrata presso la FCA, sotto specifiche esenzioni;
- Altra esenzione valida.
Le promozioni al di fuori di queste vie violano il Section 21 del Financial Services and Markets Act e sono considerate reato penale.
Il ruolo del fisco nelle indagini
La partecipazione dell’Agenzia delle Entrate alle perquisizioni non implica automaticamente che i soggetti coinvolti abbiano redditi non dichiarati o tasse non pagate. Tuttavia, evidenzia come le autorità considerino le attività crypto informali alla stregua di operazioni commerciali soggette a tassazione.
Un’impresa che percepisce commissioni, guadagna tramite spread o realizza plusvalenze attraverso scambi ripetuti genera reddito imponibile. Se questa attività non è registrata e non rispetta le norme contabili e antiriciclaggio, le indagini possono estendersi alla supervisione delle violazioni finanziarie, alla compliance fiscale e oltre.