Tim Cook lascerà la carica di CEO di Apple a settembre, dopo quasi 15 anni alla guida dell’azienda. A prenderne il posto sarà John Ternus, attuale senior vice president dell’ingegneria hardware, che vanta oltre 25 anni di esperienza in Apple.
In una lettera indirizzata alla comunità aziendale, Cook ha descritto Ternus come «un ingegnere e pensatore brillante, che negli ultimi 25 anni ha contribuito a creare i prodotti Apple amati dagli utenti, con una dedizione maniacale per ogni dettaglio e una costante ricerca di miglioramento in ogni aspetto, rendendo ogni cosa più innovativa, audace e significativa». Cook ha poi aggiunto: «È la persona perfetta per questo ruolo».
La decisione di promuovere un interno non sorprende, considerando l’esperienza di Ternus e una tendenza confermata da recenti studi. Secondo la ricerca 2026 Succession Study di Egon Zehnder, che ha analizzato 500 nomine di CEO a livello globale, l’82% delle nuove nomine negli ultimi dieci anni proviene da promozioni interne.
Tra i CEO alla prima esperienza, l’88% è stato promosso dall’interno, mentre quasi la metà (49%) dei CEO con esperienza precedente è stata assunta dall’esterno. Questo suggerisce che le aziende ricorrono a figure esterne quando cercano un cambiamento radicale di direzione. La scelta di Apple, invece, sembra confermare la volontà di mantenere la rotta attuale, come sottolineato anche dagli analisti di Morgan Stanley, secondo cui la successione riflette «l’attenzione di Apple per il prodotto al centro del proprio modello di business».
Lo studio rivela inoltre che i CEO promossi internamente tendono a rimanere in carica più a lungo: in media, 73 mesi (6 anni e 1 mese) per quelli esterni, contro gli 82,43 mesi (6 anni e 10 mesi) per quelli interni.
La carriera di Cook stesso è un esempio di questa tendenza. Assunto da Steve Jobs nel 1998, è stato promosso vicepresidente esecutivo delle vendite mondiali nel 2002 e direttore operativo nel 2005. Nel 2011, dopo 13 anni in azienda, è diventato CEO, subentrando allo stesso Jobs.