I salmoni esposti a cocaina nuotano più a lungo e mostrano comportamenti diversi rispetto ai pesci non contaminati. È quanto emerge dal primo studio che analizza gli effetti della droga sui pesci in ambiente naturale, anziché in laboratorio.
Secondo la ricerca, pubblicata su Current Biology, tracce di cocaina e del suo principale metabolita, la benzoylecgonine, sono ormai presenti in molti corsi d’acqua a causa dello smaltimento delle acque reflue umane. Con il crescente consumo globale di cocaina, queste sostanze finiscono nei fiumi e nei laghi, dove possono essere assorbite da specie ittiche come il salmone atlantico.
Cocaina nei salmoni: lo studio in ambiente naturale
Fino ad oggi, gli effetti della cocaina sugli animali acquatici erano stati studiati solo in laboratorio. Ora, per la prima volta, un team di ricercatori svedesi ha dimostrato che anche in natura, la sostanza può accumularsi nel cervello dei salmoni, alterando i loro movimenti e l’uso dello spazio.
«Quasi tutto ciò che si sapeva sull’impatto dell’inquinamento da cocaina sul comportamento animale derivava da esperimenti di laboratorio», ha dichiarato Michael Bertram, autore dello studio e professore associato presso il dipartimento di studi su fauna selvatica, pesca e ambiente dell’Università svedese di scienze agrarie. «Volevamo verificare se l’esposizione a livelli realistici di cocaina e benzoylecgonine producesse effettivamente cambiamenti nel movimento dei pesci in condizioni ecologiche reali».
La sperimentazione: come è stata condotta
Per lo studio, i ricercatori hanno prelevato oltre cento giovani salmoni atlantici (smolts) da un allevamento ittico e li hanno divisi in tre gruppi di 35 esemplari ciascuno. Ogni pesce è stato dotato di un impianto e di un dispositivo di tracciamento.
- Gruppo cocaina: ha ricevuto un impianto a rilascio lento di cocaina;
- Gruppo metabolita: ha ricevuto un impianto a rilascio lento di benzoylecgonine;
- Gruppo di controllo: ha ricevuto un impianto placebo senza sostanze attive.
I tre gruppi sono stati rilasciati simultaneamente il 12 aprile 2022 nelle acque del lago Vättern, in Svezia, insieme ad altri 200 salmoni non coinvolti nell’esperimento. Per circa due mesi, i pesci esposti hanno mostrato una maggiore attività rispetto al gruppo di controllo, soprattutto quelli del gruppo metabolita, che hanno percorso 1,9 volte la distanza settimanale dei salmoni non contaminati.
«Abbiamo previsto un effetto dell’esposizione ai contaminanti sul movimento dei salmoni, ma l’entità dei cambiamenti osservati ci ha sorpreso», ha affermato Bertram. «La risposta più forte è stata quasi un raddoppio della distanza percorsa, e il risultato più inaspettato è stato che il metabolita della cocaina, e non la droga stessa, ha prodotto l’effetto più marcato».
I ricercatori sottolineano che questi risultati evidenziano un problema ambientale emergente: l’inquinamento da sostanze stupefacenti sta alterando gli ecosistemi acquatici in modi ancora poco compresi. Lo studio apre nuove domande su come la cocaina e altri farmaci possano influenzare il comportamento degli animali selvatici, con potenziali conseguenze per la conservazione delle specie e la salute degli habitat naturali.