Lo STRC di Strategy: un asset già ad alto rischio

Strategy (precedentemente nota come MicroStrategy) offre già un dividendo annuo del 11,5% sullo Stretch (STRC), un asset finanziario estremamente rischioso. Tuttavia, i trader del settore DeFi stanno ora combinando rischi e leva finanziaria per spingere i rendimenti fino al 39%.

In finanza, i tassi di interesse sono spesso determinati dal rischio di perdita totale. Generalmente, un rendimento più elevato è associato a una probabilità maggiore di non ricevere il pagamento promesso. Nonostante ciò, i trader non si fermano: stanno reindirizzando i dividendi dello STRC attraverso più protocolli blockchain per creare rendimenti doppi, tripli o addirittura superiori a quelli effettivamente offerti dallo STRC.

Come i trader DeFi amplificano i rendimenti (e i rischi)

I trader sfruttano meccanismi come:

  • Obbligazioni future in cambio di pagamenti immediati: Accettano impegni a lungo termine per ottenere liquidità immediata.
  • Incentivi temporanei: Approfittano di promozioni su protocolli DeFi poco noti.
  • Forme esotiche di leva finanziaria: Amplificano l'esposizione finanziaria di investimenti altrimenti modesti.

Nel complesso, almeno cinque protocolli DeFi offrono strumenti per massimizzare i rendimenti dallo STRC, ciascuno con i propri rischi legati a custodi, tecnologie e meccanismi di liquidazione.

I principali protocolli coinvolti

  • Apyx Finance: Trasforma circa 136 milioni di dollari di STRC in apxUSD, un token simile a una stablecoin.
  • Saturn Credit: Converte circa 85 milioni di dollari di STRC nel prodotto USDat.
  • xStocks: Tokenizza circa 53 milioni di dollari di STRC sulla blockchain.
  • Pendle Finance: Suddivide i token STRC e i dividendi in componenti a tasso fisso e variabile, negoziabili separatamente.
  • Morpho: Fornisce meccanismi di loan-looping per aumentare ulteriormente la leva finanziaria.

Il meccanismo della leva finanziaria: un effetto domino di rischi

I trader depositano asset per prendere in prestito token come STRCx, apyUSD, apxUSD, USADT, sUSADT, strcUSX. Successivamente, reinvestono parte dei prestiti per ottenere ulteriori finanziamenti, in un ciclo che si ripete più volte. Più il ciclo è lungo e stretto (ovvero, con margini di collateralizzazione ridotti), maggiore è il rischio di liquidazione forzata da parte dei protocolli.

I dividendi dello STRC: già estremi, ora ancora più insostenibili

Il rendimento base dello STRC, senza alcuna tokenizzazione, è già estremamente elevato: il 11,5% annuo, circa 450 punti base in più rispetto al rendimento medio delle obbligazioni spazzatura. Strategy ha aumentato il tasso di dividendo sette volte da quando lo STRC è stato lanciato al 9% nel luglio 2025. Ogni aumento ha implicitamente ammesso che la domanda ai tassi precedenti era troppo debole per sostenere il prezzo di 100 dollari per azione su Nasdaq.

«I trader DeFi non si fermano di fronte al rischio, ma lo moltiplicano.»

Le controversie dello STRC diventano di dominio pubblico

Uno studio recente ha calcolato il valore attuale dello STRC, rivelando che è dannoso per MSTR (MicroStrategy). Nonostante ciò, invece di ridurre la leva finanziaria, il settore DeFi ha trattato il 11,5% come una base stabile per costruire rendimenti ancora più artificiosi.

Ad esempio, Apyx Finance ha chiuso un round di valutazione da 300 milioni di dollari a febbraio, presentandosi come un protocollo di stablecoin garantito da dividendi. Emette apxUSD backed da STRC e da asset simili come SATA di Strive, con apyUSD come versione a rendimento dello stesso asset.

Allo stesso modo, Saturn Credit ha raccolto 800.000 dollari da Sora Ventures e YZi Labs (di Changpeng Zhao) a gennaio per replicare lo stesso schema con USDat.

Conclusione: un gioco ad alto rischio con potenziali perdite catastrofiche

I trader DeFi stanno spingendo i limiti della finanza decentralizzata, ma a quale prezzo? L'amplificazione dei rendimenti attraverso la leva finanziaria e i protocolli tokenizzati comporta rischi sistemici che potrebbero portare a perdite ingenti in caso di crollo del mercato. La domanda rimane: fino a quando potrà durare questa corsa al rendimento artificiale?

Fonte: Protos