I 'basis traders' non frenano più Bitcoin: un nuovo acquirente sta cambiando le regole
I cosiddetti 'basis traders', che per mesi hanno esercitato pressione sul prezzo di Bitcoin attraverso strategie di trading basate sulla differenza tra futures e spot, hanno ormai concluso la loro fase di svendita. È quanto afferma Alex Blume, CEO di Two Prime, società di consulenza finanziaria specializzata in criptovalute. Secondo Blume, la combinazione tra un grande acquirente che accumula sistematicamente Bitcoin e la riduzione delle posizioni short da parte degli investitori coperti sta creando una struttura di mercato inedita.
L’impatto della strategia di accumulo di Strategy
In questo contesto, Strategy, una società che gestisce tesoreria in Bitcoin, ha intensificato i suoi acquisti. Tra il 6 e il 13 aprile, l’azienda ha acquistato 24.761 Bitcoin per un valore di circa 2,7 miliardi di dollari, portando le sue riserve a quasi 781.000 Bitcoin. Un piano di emissione azionaria da 44 miliardi di dollari supporterà ulteriori acquisti, secondo quanto riportato da Blume.
Questa strategia rappresenta un «bid strutturale su larga scala», come lo definisce Blume: un singolo acquirente sta accumulando Bitcoin in modo costante, mentre gli hedge fund riducono le loro posizioni. «Questo ha implicazioni reali su come si svilupperà la prossima fase di scoperta dei prezzi», ha dichiarato Blume in una nota condivisa con DL News.
Il mercato dei futures e le dinamiche attuali
I dati di Coinglass mostrano che il volume degli open interest nei futures su Bitcoin di CME è sceso sotto i 10 miliardi di dollari, livelli ultimi visti nel 2024. Questo calo riflette la chiusura delle posizioni short e la riduzione delle esposizioni spot abbinate, un fenomeno noto come «basis unwind». Anche i tassi di finanziamento perpetui, che misurano i pagamenti tra trader in contratti leveraged, sono leggermente negativi, suggerendo una predominanza di posizioni ribassiste.
Blume sottolinea che questa fase di svuotamento delle posizioni è ormai quasi completata. «Quello che abbiamo osservato è uno svuotamento del basis che si mascherava da mercato orso», ha spiegato. Secondo l’esperto, questa dinamica ha contribuito a pesare sul prezzo di Bitcoin, anche in assenza di un crollo del sentiment generale.
Bitcoin vs. i mercati tradizionali: una divergenza marcata
L’analisi di Blume arriva in un momento di forte divergenza tra il mercato delle criptovalute e gli asset tradizionali. Mentre lo S&P 500 ha raggiunto nuovi massimi storici, Bitcoin rimane circa il 40% al di sotto del suo picco di ottobre 2024, quando aveva superato i 126.000 dollari. Questa disparità evidenzia come Bitcoin stia attraversando una fase di transizione, influenzata da dinamiche interne piuttosto che da fattori macroeconomici generali.
Le strategie di trading che hanno pesato su Bitcoin
Per gran parte dell’ultimo anno, istituzioni sofisticate hanno adottato la cosiddetta «basis trade», una strategia che consiste nell’acquistare Bitcoin spot o ETF e vendere futures per sfruttare la differenza di prezzo tra i due mercati. Si tratta di una strategia di rendimento, non di una scommessa rialzista sul prezzo di Bitcoin. Il progressivo smantellamento di questa pratica ha contribuito a ridurre la pressione vendita sul mercato.
«Il mercato sta passando da una fase di svuotamento meccanico delle posizioni a una nuova fase di accumulo strutturale», ha aggiunto Blume. «Questo cambiamento potrebbe definire il prossimo ciclo di rialzo di Bitcoin».
I movimenti recenti del mercato
Nel frattempo, i principali asset crittografici mostrano una lieve flessione nelle ultime 24 ore: Bitcoin è in calo dell’1,4% a 74.367 dollari, mentre Ethereum registra un -2,4% a 2.274 dollari.
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