La Corte d'Appello del Maryland ha emesso una sentenza storica nel caso Turner v. Abelle-Kiser, respingendo l'appello di AshLee Smith Turner, genitore cisgender, contro la decisione del tribunale di primo grado che aveva assegnato al genitore transgender Blair Abelle-Kiser l'autorità decisionale finale su questioni legate all'identità di genere del figlio minore.
La sentenza, firmata dal giudice Douglas Nazarian insieme al giudice capo Gregory Wells e al giudice Glenn Harrell, afferma che non esiste alcuna norma che vieti a un genitore transgender di avere l'ultima parola su decisioni relative all'identità di genere del figlio. La corte ha sottolineato come il miglior interesse del minore debba sempre prevalere nelle questioni di affidamento.
Il caso: una disputa sull'affidamento
La controversia nasce da una disputa per la custodia del figlio minore, Z, tra i due genitori, ex coniugi dopo un divorzio nel giugno 2022. AshLee Smith Turner, genitore cisgender, contestava la decisione del tribunale di primo grado che aveva assegnato la custodia legale congiunta, ma con un'autorità decisionale finale (tiebreaking authority) a favore di Blair Abelle-Kiser, genitore transgender.
Turner aveva chiesto di escludere le decisioni relative all'identità di genere dal potere di arbitraggio di Abelle-Kiser, sostenendo che ciò avrebbe costituito un abuso di discrezionalità. Tuttavia, la corte d'appello ha respinto questa argomentazione, affermando che il tribunale inferiore non aveva commesso errori nel non separare tali decisioni dal resto della struttura di custodia.
Le motivazioni della corte
La Corte d'Appello ha evidenziato come il tribunale di primo grado avesse valutato attentamente tutte le prove presentate, inclusi testimonianze, documenti e il rapporto del valutatore incaricato dal tribunale. Sebbene il rapporto del valutatore suggerisse che Abelle-Kiser potesse aver permesso una progressione più rapida nell'esplorazione dell'identità di genere da parte di Z rispetto a quanto avrebbe fatto Turner, la corte ha riconosciuto che il documento criticava anche Turner per aver integrato troppo velocemente il nuovo marito nella vita del figlio.
La sentenza sottolinea che il piano di custodia ordinato dal tribunale tiene conto della complessità e della fluidità delle dinamiche familiari, incoraggiando i genitori a collaborare per tutte le decisioni future riguardanti Z. Inoltre, il valutatore ha intervistato diversi terapeuti che seguono il minore, confermando che Z ha preso in modo indipendente la decisione di esplorare la propria identità di genere.
«In ogni caso di affidamento, l'interesse superiore del minore è la preoccupazione principale» — ha dichiarato la corte, ribadendo che le decisioni relative all'identità di genere non possono essere isolate dal contesto generale dell'affidamento.
Implicazioni della sentenza
La decisione rappresenta un precedente significativo nel diritto di famiglia statunitense, confermando che l'orientamento sessuale o l'identità di genere di un genitore non possono essere utilizzati come motivo per escluderlo dalle decisioni relative al benessere del figlio. La corte ha inoltre ribadito che i tribunali devono valutare ogni caso in base alle circostanze specifiche, senza pregiudizi o assunzioni basate sull'identità di genere.
Il caso rimane un punto di riferimento per future dispute legate all'affidamento e all'identità di genere, sottolineando l'importanza di un approccio equilibrato e basato sulle prove nel diritto di famiglia.