Un giudice federale del Colorado ha respinto le argomentazioni di un querelante che contestava la legittimità di un ordine del tribunale che imponeva la dichiarazione dell’uso dell’intelligenza artificiale (IA) nelle memorie legali. La decisione, emessa dalla giudice Nina Wang nel caso Hessert v. Street Dog Coalition, conferma che l’obbligo di certificare l’impiego di strumenti come ChatGPT, Harvey.AI o Google Gemini non viola la Costituzione.

Il querelante aveva chiesto al tribunale di annullare l’ordine, sostenendo che la norma violasse il Primo Emendamento, il diritto al giusto processo e all’uguaglianza, nonché il principio di riservatezza del lavoro legale. Secondo l’attore, l’obbligo di certificare l’uso dell’IA rappresenterebbe una forma di compellere il discorso, limitando la libertà di espressione. La corte ha però respinto tali affermazioni, definendole prive di fondamento.

L’ordine contestato, emanato dal tribunale, richiede che ogni memoria presentata contenga una certificazione sull’uso dell’IA generativa, firmata da tutti coloro che hanno contribuito alla stesura del documento. In particolare, se l’IA è stata utilizzata, ciascun firmatario deve attestare di aver revisionato personalmente il testo generato artificialmente e di aver verificato l’accuratezza delle citazioni legali, escludendo riferimenti a casi fittizi o inesistenti.

La giudice Wang ha sottolineato che le regole dei tribunali spesso impongono obblighi simili, come la certificazione di servizio, il conteggio delle parole o la dichiarazione di finanziamenti per memorie amicus. Tali disposizioni, ha affermato, non sono soggette a un controllo rigoroso in base al Primo Emendamento.

«È indiscutibile che, durante un procedimento giudiziario, il diritto alla libertà di parola di un avvocato sia fortemente limitato. Un professionista non può, attraverso parole o azioni, opporsi a una decisione del giudice oltre quanto necessario per preservare un motivo di appello».

La corte ha inoltre ricordato che anche le dichiarazioni scritte, come le memorie, sono soggette a regole specifiche. Sebbene alcune ipotesi estreme, come l’obbligo di includere il Giuramento di Fedeltà in ogni documento, potrebbero essere considerate incostituzionali, la certificazione sull’uso dell’IA è ritenuta pienamente legittima.

Altre decisioni del tribunale

Oltre a respingere le obiezioni sull’uso dell’IA, la giudice Wang ha anche affrontato un’altra questione sollevata dal querelante. Il giudice Neureiter, in una precedente raccomandazione, aveva avvertito l’attore che intentare una causa contro una dozzina di membri del consiglio di un’associazione senza una base solida per la responsabilità individuale avrebbe potuto comportare sanzioni. Il querelante aveva chiesto al tribunale di censurare tale avvertimento, sostenendo che fosse prematuro e privo di fondamento.

La giudice Wang ha respinto anche questa richiesta, affermando che non vi erano motivi per intervenire. Se il querelante ritiene ingiustificato l’avvertimento del giudice Neureiter, ha spiegato la corte, può presentare le sue obiezioni in sede di appello, ma non può pretendere che il tribunale censuri le raccomandazioni dei giudici inferiori.

Fonte: Reason