Il Digital Asset Market Clarity Act, una legge che mira a regolare il mercato delle criptovalute negli Stati Uniti, sta guadagnando slancio al Congresso. Il Ceo di Coinbase, Brian Armstrong, ha dichiarato il proprio sostegno al provvedimento, definendolo un "vero compromesso" che bilancia le esigenze del settore crypto con quelle del sistema bancario tradizionale.

Armstrong ha fatto queste dichiarazioni durante un’intervista a Fox News, alla vigilia della votazione della Commissione Bancaria del Senato sulla legge, prevista per il 14 maggio 2026. Si tratta della prima votazione formale del Senato dopo mesi di ritardi procedurali e due cancellazioni precedenti. Il presidente della commissione, Tim Scott, ha fissato come obiettivo una votazione plenaria del Senato tra giugno e luglio 2026, mentre la Casa Bianca punta al 4 luglio 2026 per la firma presidenziale.

Un percorso legislativo complesso

Il CLARITY Act (formalmente H.R. 3633, Digital Asset Market Clarity Act del 2025) ha già superato un primo traguardo: è stato approvato dalla Camera dei Rappresentanti il 17 luglio 2025 con un voto bipartisan di 294 favorevoli contro 134 contrari. Tutti i 216 repubblicani della Camera hanno votato a favore, insieme a 78 democratici. Da allora, il provvedimento è rimasto bloccato in Senato, tra negoziazioni prolungate sulle stablecoin e una crescente battaglia di lobbying tra aziende crypto e banche tradizionali.

Le novità del provvedimento

Il testo del Senato amplia significativamente quello della Camera, arrivando a comprendere nove sezioni che affrontano temi come:

  • Protezioni per la finanza decentralizzata (DeFi);
  • Misure contro il finanziamento illecito;
  • Sicurezza per i clienti in caso di fallimento delle piattaforme crypto;
  • Il Blockchain Regulatory Certainty Act, che introduce tutele per gli sviluppatori di software che pubblicano codice senza controllare i fondi degli utenti.

Al centro della legge c’è la suddivisione delle competenze tra SEC e CFTC. Secondo il provvedimento, la CFTC avrebbe giurisdizione esclusiva sui mercati spot e a pronti per asset digitali, mentre la SEC manterrebbe l’autorità su asset che rappresentano contratti di investimento e sulla raccolta fondi nei mercati primari. Le stablecoin sono invece disciplinate come categoria separata, soggetta a una supervisione condivisa.

La battaglia sulle stablecoin e il compromesso raggiunto

La disposizione più controversa del provvedimento riguardava i rendimenti sulle stablecoin. Le banche tradizionali avevano avvertito che consentire alle piattaforme crypto di offrire rendimenti sui saldi in stablecoin avrebbe potuto provocare un esodo dei depositi verso il sistema bancario tradizionale, minacciando le operazioni di prestito. Le aziende crypto, guidate da Coinbase, avevano invece sostenuto che restrizioni di questo tipo avrebbero dato alle banche un vantaggio competitivo illegittimo, privando gli americani di nuovi strumenti finanziari.

Il compromesso è stato raggiunto grazie alla mediazione dei senatori Thom Tillis (R-NC) e Angela Alsobrooks (D-MD). La versione finale della legge, contenuta nella Sezione 404, prevede che gli emittenti di stablecoin e le piattaforme affiliate possano offrire rendimenti, ma con limiti e condizioni precise per evitare rischi sistemici.

«È la versione migliore che abbiamo visto finora. Siamo pronti a sostenere la votazione di questa settimana».
Brian Armstrong, Ceo di Coinbase

Implicazioni per il futuro della finanza americana

Se approvata, la legge rappresenterebbe un cambiamento epocale per il sistema finanziario statunitense. Oltre a definire un quadro normativo chiaro per le criptovalute, il provvedimento potrebbe accelerare l’adozione di strumenti finanziari innovativi, come i prestiti decentralizzati e i contratti intelligenti, riducendo l’incertezza regolamentare che ha frenato la crescita del settore.

Gli osservatori del settore sottolineano che, se il Senato voterà a favore, la legge potrebbe entrare in vigore già nel 2026, con effetti immediati su banche, piattaforme di trading e milioni di utenti crypto negli Stati Uniti.