L’esercizio fisico ad alta intensità riduce i disturbi del sonno negli anziani con decadimento cognitivo

Un nuovo studio condotto dalla Texas A&M University dimostra che l’attività fisica vigorosa è la soluzione più efficace per migliorare la qualità del sonno negli anziani con lieve decadimento cognitivo. Secondo i ricercatori, sia l’esercizio leggero che quello intenso possono ridurre i disturbi del sonno, ma solo l’attività ad alta intensità offre benefici significativi.

Disturbi del sonno e decadimento cognitivo: un legame critico

Negli Stati Uniti, si stima che tra gli 8 e i 10 milioni di persone over 65 convivano con un lieve decadimento cognitivo, una condizione che può preludere a forme di demenza. Questi individui dormono in media 34 minuti in meno rispetto ai coetanei sani, impiegano più tempo ad addormentarsi e trascorrono più ore svegli durante la notte.

Il sonno di scarsa qualità non solo peggiora la qualità della vita, ma aumenta anche il rischio di sviluppare demenza. Fino ad oggi, le ricerche sul tema hanno prodotto risultati contrastanti: alcuni studi suggerivano che camminate leggere o stretching fossero la soluzione ideale, altri promuovevano attività moderate come il jogging, mentre altri ancora sostenevano che esercizi vigorosi come il nuoto potessero addirittura peggiorare il sonno.

Lo studio che risolve il dilemma: l’intensità conta

Per chiarire la questione, i ricercatori del Center for Community Health and Aging della Texas A&M University hanno adottato un approccio innovativo. Utilizzando gli Oura Rings, dispositivi indossabili che monitorano parametri fisiologici come la frequenza cardiaca, la temperatura cutanea e i movimenti corporei, gli studiosi hanno analizzato per 14 giorni gli effetti di diversi livelli di attività fisica sul sonno di sette anziani con lieve decadimento cognitivo ospiti di una struttura di lungo degenza.

Durante lo studio, i partecipanti sono stati suddivisi in tre categorie in base all’intensità dell’attività fisica: leggera, moderata e vigorosa. I dati raccolti hanno rivelato che ogni secondo aggiuntivo di esercizio intenso riduceva i disturbi del sonno di quasi un quinto di secondo. Anche l’attività leggera ha mostrato un effetto positivo, seppur meno marcato, mentre quella moderata non ha prodotto benefici significativi.

«La maggior parte degli studi precedenti si basava su questionari autodichiarati, che possono essere poco affidabili per persone con decadimento cognitivo. Noi abbiamo utilizzato una metodologia oggettiva, ottenendo risultati più precisi.»

Jungjoo “Jay” Lee, esperto di sanità digitale e autore principale dello studio

Implicazioni per la salute pubblica e la qualità della vita

Nonostante i limiti dello studio, tra cui un campione ridotto e l’assenza di una distinzione tra tipi specifici di esercizio (come quello cardiovascolare o di forza), i ricercatori ritengono che i risultati aprano nuove prospettive per migliorare la salute degli anziani con decadimento cognitivo.

Secondo le proiezioni, il numero di persone over 65 con lieve decadimento cognitivo negli Stati Uniti crescerà del 76% entro il 2060, raggiungendo oltre 21 milioni di individui. In questo contesto, programmi di esercizio personalizzati, come camminate di gruppo o lezioni di nuoto, potrebbero rappresentare soluzioni pratiche, divertenti e durature per migliorare la qualità della vita di questa popolazione.

Junhyoung “Paul” Kim, coautore dello studio e esperto di comportamenti sanitari, sottolinea: «L’attività fisica non solo aiuta a dormire meglio, ma può anche rallentare il declino cognitivo e promuovere uno stile di vita attivo e soddisfacente».

Consigli pratici per gli anziani e i caregiver

  • Scegliere attività ad alta intensità: esercizi come camminate veloci, nuoto o ciclismo possono migliorare significativamente la qualità del sonno.
  • Coinvolgere la comunità: partecipare a gruppi di cammino o corsi di fitness può rendere l’attività fisica più piacevole e motivante.
  • Monitorare i progressi: l’uso di dispositivi indossabili, come gli Oura Rings, può aiutare a tracciare i miglioramenti nel sonno e nell’attività fisica.
  • Consultare un medico: prima di iniziare qualsiasi programma di esercizio, è fondamentale valutare le condizioni di salute individuali con un professionista sanitario.