Una recente ricerca scientifica ha evidenziato un legame preoccupante tra l'esposizione ai PFAS, noti come "forever chemicals", e un indebolimento del sistema immunitario negli adulti. Lo studio, pubblicato da ricercatori della Michigan State University, ha analizzato gli effetti di queste sostanze chimiche su persone esposte attraverso acqua potabile contaminata.
I PFAS (per- e polifluoroalchiliche) sono composti sintetici utilizzati in una vasta gamma di prodotti, dai rivestimenti antiaderenti delle pentole ai tessuti resistenti alle macchie, fino alle schiume antincendio. La loro caratteristica principale è la persistenza nell'ambiente e nell'organismo umano: alcune tipologie, come il PFHxS (acido perfluoroesansolfonico), possono rimanere nel corpo per quasi un decennio, accumulandosi nel tempo.
I risultati dello studio hanno mostrato che gli individui con livelli elevati di PFAS nel sangue producevano meno anticorpi protettivi quando il loro sistema immunitario incontrava un nuovo virus. Questo fenomeno è stato interpretato come una riduzione della capacità dell'organismo di rispondere efficacemente alle infezioni.
«Gli anticorpi agiscono come piccoli soldati, aiutando il corpo a riconoscere e combattere i virus», spiega Courtney Carignan, autrice senior dello studio e ricercatrice in salute ambientale. «Quando ne vengono prodotti di meno, il sistema immunitario risulta meno efficace».
L'impatto è stato particolarmente significativo tra gli anziani, gli uomini e le persone in sovrappeso, categorie che spesso presentano livelli più alti di PFAS nel sangue. Per alcune famiglie, le conseguenze sono già tangibili: Tobyn McNaughton, madre residente a Belmont (Michigan), ha scoperto che l'esposizione ai PFAS nella sua comunità aveva compromesso l'efficacia di alcune vaccinazioni del figlio durante l'infanzia.
«Quando scopri che la tua famiglia è stata esposta, tutto cambia. Soprattutto quando ti rendi conto che i vaccini dei tuoi figli non hanno funzionato come avrebbero dovuto a causa di un sistema immunitario compromesso. È qualcosa che nessun genitore si aspetta di affrontare», afferma McNaughton.
Dopo aver scoperto livelli elevati di PFAS nell'acqua potabile della sua zona nel 2018, McNaughton ha avviato una campagna di sensibilizzazione insieme al Great Lakes PFAS Action Network, un'associazione fondata da cittadini colpiti dall'inquinamento da PFAS. La sua testimonianza riflette i dati emersi dallo studio, che ha sfruttato la pandemia come opportunità unica per osservare la risposta immunitaria a un nuovo virus.
Carignan sottolinea come questa ricerca abbia risolto alcune incertezze precedenti: «Studi precedenti sugli adulti avevano prodotto risultati contrastanti, in parte perché le esposizioni passate e l'immunità preesistente rendevano difficile isolare gli effetti. La pandemia ci ha offerto una rara occasione per comprendere meglio come i PFAS influenzino la produzione di anticorpi negli adulti».
I risultati arrivano in un momento in cui gli Stati Uniti stanno discutendo e implementando nuovi standard per la regolamentazione dei PFAS nell'acqua potabile. L'Environmental Protection Agency (EPA) ha recentemente introdotto i primi limiti legalmente vincolanti per queste sostanze, un passo importante per proteggere la salute pubblica.
Gli esperti sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per comprendere appieno gli effetti a lungo termine dei PFAS, ma i dati attuali suggeriscono che l'esposizione a queste sostanze potrebbe avere conseguenze più gravi di quanto finora ipotizzato, sia negli adulti che nei bambini.