Un giudice federale di New York ha respinto le accuse storiche su Israele inserite in una causa per antisemitismo alla City University of New York (CUNY). La decisione, emessa dalla giudice Jeannette Vargas del tribunale distrettuale del Sud di New York, riguarda il caso Goldstein v. CUNY e stabilisce che le sezioni del ricorso dedicate alla storia dello Stato ebraico non hanno alcuna rilevanza per la controversia in corso.
Le accuse del professore e la risposta dell’ateneo
Avraham Goldstein, assistente professore israeliano, cittadino ebreo ortodosso e sionista, aveva presentato un Terzo Ricorso Modificato nel gennaio 2026. Secondo la sua versione, sarebbe stato vittima di discriminazione e ritorsioni dopo aver denunciato un programma universitario intitolato "Palestinian Solidarity Series".
Goldstein aveva avanzato accuse di discriminazione religiosa e di origine nazionale, oltre a rivendicare violazioni dei diritti costituzionali ai sensi del Title VII del Civil Rights Act del 1964, delle leggi statali e cittadine di New York e del 42 U.S.C. § 1983 per violazione dei diritti al giusto processo e alla parità di trattamento.
Le sezioni stralciate: storia vs. discriminazione
La difesa, rappresentata da Nadia A. Saleh, aveva chiesto di stralciare i paragrafi 34-46 del ricorso, nei quali Goldstein delineava le origini storiche dello Stato di Israele, partendo dai tempi biblici fino al presente. Il giudice Vargas ha accolto la richiesta, applicando la Rule 12(f) del codice di procedura civile statunitense, che consente di eliminare dal ricorso qualsiasi affermazione ridondante, irrilevante, impertinente o scandalosa.
Nella sua ordinanza, il giudice ha sottolineato che:
«Le prove relative alla storia dello Stato ebraico, inclusi eventi risalenti a migliaia di anni fa, non hanno alcuna attinenza con la questione se il ricorrente sia stato vittima di discriminazione o ritorsioni a causa della sua nazionalità o religione. Richiedere alla difesa di ammettere o negare affermazioni su eventi storici del 136 d.C. non avrebbe alcuno scopo pratico.»
Inoltre, il giudice ha evidenziato che alcune delle affermazioni stralciate contenevano controversie storiche cariche di tensione, come la creazione degli Stati di Israele e Palestina in Medio Oriente. Ammettere tali affermazioni nel ricorso avrebbe potuto pregiudicare la difesa, costringendola a rispondere a questioni non pertinenti alla causa.
Le affermazioni stralciate
- Origini del popolo ebraico: secondo il ricorso, il popolo ebraico avrebbe avuto origine in Medio Oriente e stabilito la propria patria nella «Terra di Israele», come descritta nella Bibbia, dove avrebbe vissuto per oltre 1.400 anni come nazione sovrana o sotto occupazione di imperi stranieri.
- Gerusalemme e il sionismo: la città di Gerusalemme, chiamata anche «Zion», viene citata come cuore simbolico del popolo ebraico e del movimento sionista.
- Eventi storici controversi: il ricorso includeva anche una ricostruzione degli eventi che hanno portato alla creazione dello Stato di Israele nel 1948 e alla successiva nascita dello Stato palestinese, temi considerati estranei alla vicenda giudiziaria.
Implicazioni della decisione
La sentenza rappresenta un precedente significativo nel dibattito su come le questioni storiche e politiche possano essere utilizzate nei procedimenti legali. Il giudice Vargas ha chiarito che, in una causa per discriminazione, solo i fatti direttamente pertinenti al caso possono essere ammessi.
Goldstein potrà comunque portare avanti le sue accuse di discriminazione religiosa e di origine nazionale, ma dovrà limitarsi a prove e argomentazioni strettamente collegate agli eventi contestati presso la CUNY. La difesa, dal canto suo, non sarà costretta a rispondere a questioni storiche che, secondo il giudice, non hanno alcuna influenza sulla valutazione delle responsabilità dell’ateneo.