Condanna milionaria per diffamazione
Un tribunale statunitense ha inflitto una sanzione da 800mila dollari a un giornalista indipendente, Jordan Arthur Bloom, per aver diffamato Yaacov Apelbaum, fondatore della società di cybersecurity XRVision, e la sua azienda. La sentenza, emessa lunedì, prevede 75mila dollari di danni compensativi e 125mila dollari di danni punitivi per ciascuna delle due affermazioni diffamatorie, per ciascuno dei due querelanti.
Le accuse e il contesto del caso
Bloom, che pubblica articoli su Substack, aveva pubblicato nel gennaio 2024 un articolo intitolato "Il ruolo di Yaacov Apelbaum nello scandalo Hunter Biden". Tra le affermazioni considerate diffamatorie:
- "Yaacov Apelbaum è una spia israeliana, il tipo di spia che avrebbe buoni motivi per screditare la tecnologia americana di riconoscimento facciale, dato che la sua azienda, XRVision, è un competitor".
- "XRVision ha fornito fonti a numerose pubblicazioni conservatrici, tra cui il Washington Times. Quindi si tratta di una spia israeliana profondamente coinvolta nello scandalo Hunter Biden".
Queste dichiarazioni sono state diffuse non solo su Substack, ma anche su Twitter e altre piattaforme, per poi essere ripubblicate viralmente da altri siti web.
La mancanza di verifica e le conseguenze legali
Secondo la sentenza, Bloom non ha effettuato alcuna indagine prima di pubblicare le affermazioni e non ha contattato i querelanti per raccogliere la loro versione dei fatti. Questo ha portato a una causa per diffamazione, nella quale il tribunale ha riconosciuto la fondatezza delle accuse.
Il giudice ha sottolineato che le affermazioni di Bloom rientrano nella categoria della diffamazione per se, ovvero affermazioni che, per loro natura, ledono la reputazione professionale della vittima senza bisogno di prove di danno economico. Apelbaum e XRVision operano nel settore della cybersecurity e collaborano periodicamente con agenzie governative statunitensi, rendendo le accuse di legami con servizi segreti stranieri particolarmente dannose.
La corte ha inoltre rilevato che le affermazioni di Bloom erano oggettivamente false: Apelbaum ha rinunciato alla cittadinanza israeliana ed è attualmente cittadino statunitense, senza alcun ruolo di agente straniero.
Implicazioni per il giornalismo indipendente
La sentenza solleva questioni sul dovere di verifica nel giornalismo indipendente, soprattutto in un contesto di polarizzazione politica. Bloom aveva costruito la sua narrazione senza una base fattuale, inserendo i querelanti in una storia preconfezionata. Questo caso potrebbe segnare un precedente per altri giornalisti che operano al di fuori dei media tradizionali.
"Le affermazioni diffamatorie, se non verificate, possono causare danni irreparabili alla reputazione professionale e personale. Questa sentenza invia un messaggio chiaro: la responsabilità editoriale vale anche per chi pubblica su piattaforme indipendenti".