Il governo federale statunitense sta accelerando l’adozione dell’intelligenza artificiale, presentata come una rivoluzione in grado di rendere il Paese più prospero, efficiente e sicuro. Una narrazione che riecheggia quella di amministrazioni precedenti, come quella di Barack Obama durante il boom del cloud computing. Ma dietro le promesse di progresso si nascondono rischi concreti, come dimostra un’inchiesta di ProPublica basata su due anni di reportage sul rapporto tra istituzioni federali, contractor IT e tecnologie emergenti.
Lezioni dal passato: l’eredità del cloud computing
Già quindici anni fa, l’amministrazione Obama utilizzava un linguaggio quasi identico per promuovere il passaggio al cloud computing. Oggi, l’IA è al centro dell’attenzione, ma la storia insegna che le transizioni tecnologiche rapidi possono nascondere insidie. Le agenzie federali e i loro fornitori, come Microsoft, hanno già vissuto esperienze simili, con risultati spesso contraddittori tra efficienza immediata e costi a lungo termine.
Prima lezione: attenzione ai 'regali' tecnologici
Nel 2020, dopo una serie di cyberattacchi attribuiti a Russia, Cina e Iran, l’amministrazione Biden chiese aiuto ai colossi della tech per rafforzare la sicurezza informatica del governo. Microsoft rispose con un’offerta da 150 milioni di dollari in servizi tecnici, promettendo anche un upgrade di sicurezza “gratuito” per i clienti governativi. All’epoca, sembrava una soluzione vantaggiosa.
Oggi, l’amministrazione Trump ha stretto accordi simili per l’acquisto di strumenti di IA a prezzi ridotti: ChatGPT di OpenAI a 1 dollaro, Gemini di Google a 47 centesimi, Grok di xAI a 42 centesimi. L’obiettivo dichiarato è rendere l’IA accessibile alle agenzie federali per migliorare efficienza e sicurezza. Ma la realtà è più complessa.
Un’indagine di ProPublica ha rivelato che dietro queste offerte apparentemente generose si nasconde una strategia commerciale aggressiva. Dopo l’installazione degli upgrade, le agenzie federali si trovano bloccate in un ecosistema tecnologico: passare a un competitor richiederebbe costi elevati e procedure complesse, costringendo di fatto le istituzioni a pagare tariffe più alte in futuro. Un ex venditore di Microsoft ha dichiarato: «È stato un successo oltre ogni aspettativa».
Microsoft, interpellata, ha risposto che «l’obiettivo era supportare una richiesta urgente dell’amministrazione per migliorare la postura di sicurezza delle agenzie federali, costantemente sotto attacco di minacce statali sofisticate».
Il rischio delle dipendenze tecnologiche
Le agenzie che oggi valutano l’acquisto di strumenti di IA a prezzi scontati devono considerare non solo il costo immediato, ma anche l’impatto a lungo termine sulla loro autonomia tecnologica. La dipendenza da un singolo fornitore può limitare la flessibilità operativa e aumentare i costi nel tempo. Un fenomeno già osservato con il cloud computing, dove la migrazione tra provider si è rivelata costosa e complicata.
Seconda lezione: la sicurezza non può essere un optional
L’adozione dell’IA nel settore pubblico solleva anche questioni critiche sulla sicurezza dei dati. Gli attacchi informatici contro le istituzioni federali sono in aumento, e l’integrazione di sistemi basati su IA potrebbe esporre nuove vulnerabilità. Le agenzie devono assicurarsi che i fornitori rispettino standard rigorosi di protezione dei dati, evitando di compromettere la sicurezza nazionale per risparmiare a breve termine.
Terza lezione: la formazione del personale è fondamentale
Un altro aspetto spesso trascurato è la preparazione del personale governativo. L’IA richiede competenze specifiche per essere utilizzata in modo efficace e sicuro. Senza una formazione adeguata, i rischi di errori, inefficienze o addirittura abusi aumentano. Le amministrazioni precedenti hanno sottovalutato questo aspetto, con conseguenze negative sulla produttività e sulla sicurezza.
Conclusione: l’IA sì, ma con prudenza
L’adozione dell’IA da parte del governo federale è inevitabile e potenzialmente trasformativa. Tuttavia, come dimostrano le esperienze passate, la fretta può nascondere trappole. Le agenzie devono valutare attentamente i costi nascosti, la sicurezza dei dati e la formazione del personale prima di lanciarsi in soluzioni low cost. Solo così sarà possibile sfruttare appieno il potenziale dell’IA senza compromettere la stabilità e l’efficienza delle istituzioni pubbliche.