In diversi Stati americani, guidati da governi repubblicani, le agenzie sanitarie pubbliche stanno diventando strumenti di controllo dell’immigrazione. North Carolina è l’ultimo caso: alla fine di aprile, il suo parlamento ha approvato una legge che impone al dipartimento sanitario locale di segnalare al Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS) i beneficiari di Medicaid con status legale dubbio.

Questa misura si inserisce in una strategia più ampia, promossa dall’amministrazione Donald Trump, che mira a rafforzare i controlli sull’immigrazione illegale e a combattere le frodi su Medicaid. Già quattro Stati — Indiana, Louisiana, Montana e Wyoming — hanno adottato leggi simili, mentre in altri, come Oklahoma e Tennessee, sono in discussione proposte analoghe.

In questi sei Stati, i repubblicani controllano sia il parlamento che la carica di governatore, creando un ambiente politico favorevole a politiche più restrittive. Carmel Shachar, ricercatrice di politiche sanitarie alla Harvard Law School, sottolinea come «questo tema sia al centro dell’agenda politica attuale».

Medicaid: chi ne ha diritto e perché la stretta preoccupa

Medicaid è il programma sanitario pubblico statunitense che offre copertura a persone a basso reddito e con disabilità, mentre il CHIP (Children’s Health Insurance Program) estende la tutela ai minori sotto i 19 anni. Nonostante gli immigrati senza documenti non abbiano diritto a questi benefici, molti altri possono accedervi: titolari di green card, rifugiati e richiedenti asilo, ad esempio. Inoltre, un quarto dei bambini statunitensi vive in famiglie con almeno un genitore immigrato.

Le nuove leggi statali, tuttavia, introducono un rischio aggiuntivo: la possibilità che i dati sanitari vengano utilizzati per identificare e deportare persone. Sebbene alcune norme, come quella del North Carolina, riguardino solo le agenzie sanitarie, altre, come quella in discussione in Tennessee, sono più ampie e coinvolgono tutte le agenzie statali.

Le conseguenze per le famiglie immigrate

In Louisiana, dove la legge è già in vigore, alcune famiglie con status misto hanno riferito di evitare di iscrivere i figli cittadini statunitensi a Medicaid per paura di ritorsioni. Yesenia Polanco-Galdamez, avvocato specializzato in immigrazione in North Carolina, avverte: «Mi aspetto che questa legge spinga sempre più famiglie a chiedersi se sia sicuro cercare cure mediche, se i loro dati possano essere condivisi con le autorità immigrazionarie e se l’accesso alle cure possa esporle a conseguenze legali».

In North Carolina, la norma è stata inserita in un disegno di legge che ha ripristinato 319 milioni di dollari per Medicaid, dopo che il parlamento aveva tagliato i fondi per il mancato accordo sul bilancio. A partire da ottobre, i funzionari statali chiederanno ai beneficiari non statunitensi di fornire prove del loro status legale. Chi non potrà dimostrarlo sarà segnalato alle autorità federali.

«Questa legge non serve solo a finanziare i nostri bisogni immediati, ma anche a garantire che le risorse pubbliche non vengano utilizzate in modo improprio». — Dichiarazione dei legislatori repubblicani del North Carolina