Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth si trova in una posizione scomoda dopo essere stato smentito da una sua stessa affermazione del 2016. Durante un'audizione della Commissione Servizi Armati della Camera dei Rappresentanti, la deputata democratica Maggie Goodlander ha chiesto al generale Dan Caine, capo dello Stato Maggiore congiunto, se fosse d'accordo con il principio secondo cui "l'esercito non obbedirà a ordini illegali".

Caine ha risposto senza esitazione: "Sono d'accordo". Tuttavia, Hegseth ha subito cercato di contestare questo principio, scatenando una reazione immediata.

Goodlander ha allora ricordato a Hegseth che quelle stesse parole erano state pronunciate da lui stesso in un discorso del 12 aprile 2016, quando aveva affermato: "Ci devono essere conseguenze per crimini di guerra abominevoli. Ecco perché l'esercito ha dichiarato che non obbedirà a ordini illegali del comandante in capo. Esiste uno standard, un'etica, la convinzione che siamo al di sopra di molte cose che i nostri nemici o altri farebbero".

"Signor Hegseth, è d'accordo con questa affermazione?"
"Sono d'accordo, ma capisco che ciò che sta insinuando è un punto partigiano."
"Non è così. Sto citando direttamente lei, signor Hegseth, da aprile 2016."

Le parole di Goodlander hanno trovato conferma in un video dell'epoca, reso pubblico da CNN, che mostra Hegseth sostenere con forza il principio secondo cui i militari devono rifiutare ordini illegali.

Negli ultimi anni, tuttavia, la posizione di Hegseth sembra essere cambiata radicalmente. Nel novembre 2024, un gruppo di sei deputati e senatori democratici, tra cui Goodlander e il senatore Mark Kelly, ha pubblicato un video su Facebook in cui ricordava ai militari statunitensi che "possono e devono rifiutare ordini illegali", riprendendo le stesse parole di Hegseth. Il messaggio non menzionava direttamente l'amministrazione Trump, ma sottolineava l'obbligo di rispettare la Costituzione.

La reazione della Casa Bianca non si è fatta attendere. Donald Trump ha definito il gesto "punibile con la morte" in un post su Truth Social, chiedendo l'esecuzione dei membri della coalizione. Hegseth ha poi cercato di censurare Kelly, sostenendo che l'ex capitano della Marina statunitense non avesse diritto alle stesse protezioni del Primo Emendamento garantite al resto della popolazione. Tuttavia, un giudice ha respinto la richiesta, archiviando il caso a febbraio.

Questa vicenda solleva interrogativi sulla coerenza politica di Hegseth e sulla sua capacità di mantenere una posizione ferma di fronte alle contraddizioni. Mentre in passato sosteneva il principio di legalità militare, oggi sembra allinearsi con posizioni che mettono in discussione l'autonomia delle forze armate rispetto al potere politico.