Il mercato cinese delle auto elettriche in crisi

Le vendite di veicoli elettrici (EV) in Cina hanno registrato un crollo del 20% nel primo trimestre del 2025, con appena 1,2 milioni di unità immatricolate. Il calo è dovuto principalmente alla scadenza degli incentivi fiscali, che in passato coprivano fino a un terzo del prezzo di acquisto, soprattutto nel segmento entry-level.

Le difficoltà dei produttori cinesi

Il ritiro dei sussidi ha colpito duramente i principali marchi locali. BYD, ad esempio, ha visto le sue vendite crollare del 40%, nonostante l’aumento delle esportazioni, passate a oltre 300.000 unità nel primo trimestre. Tuttavia, i guadagni all’estero non compensano le perdite sul mercato interno. Geely, invece, ha quasi raddoppiato le esportazioni, raggiungendo 147.300 unità.

I marchi tedeschi in affanno

Anche i principali costruttori tedeschi stanno soffrendo. Volkswagen, Audi, BMW, Mercedes-Benz e Porsche hanno registrato appena 19.200 nuove EV tra gennaio e marzo, con una quota di mercato scesa all’1,6%, il livello più basso mai registrato. Le vendite sono crollate del 55% su base annua, con cali superiori al 70% per Volkswagen e oltre il 60% per BMW.

Le strategie di sopravvivenza dei marchi tedeschi

Per contrastare la concorrenza cinese, i costruttori tedeschi stanno rafforzando le partnership locali. Audi, ad esempio, ha lanciato il marchio AUDI in collaborazione con SAIC e sta sviluppando un terzo modello elettrico esclusivo per il mercato cinese. Volkswagen, invece, ha stretto un’alleanza con Xpeng, presentando al Salone di Pechino modelli come l’ID. Aura T6 e l’ID. Unyx 09, prodotti localmente con una riduzione dei costi del 40%.

Mercedes-Benz e BMW hanno adottato approcci diversi. Mercedes produrrà in Cina il GLC EQ e la nuova Classe C elettrica in partnership con un’azienda locale, mentre BMW venderà in versione a passo lungo i modelli iX3 e i3, entrambi sviluppati autonomamente.

Un futuro incerto

Nonostante gli sforzi, gli analisti prevedono una lenta ripresa. BYD, ad esempio, rischia di dover ridurre la produzione a causa della capacità inutilizzata, accumulata in previsione di una domanda in continua crescita. Anche le alleanze strategiche potrebbero non essere sufficienti a invertire il trend negativo nel breve termine.