Un nuovo studio pubblicato sulla rivista European Heart Journal suggerisce che l’intensità dell’esercizio fisico sia altrettanto importante della durata complessiva. Secondo i ricercatori, anche brevi sessioni di attività vigorosa quotidiana possono apportare benefici significativi alla salute a lungo termine.
Lo studio, condotto su oltre 96.000 partecipanti con dati oggettivi raccolti tramite dispositivi indossabili, ha evidenziato che una percentuale minima di esercizio intenso – appena il 4% dell’attività totale, equivalente a pochi minuti al giorno – è associata a una riduzione del rischio di otto malattie gravi, tra cui diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e demenza.
«Nel nostro studio, anche una piccola dose di attività vigorosa – appena oltre il 4% del totale – è risultata correlata a benefici concreti per la salute», ha dichiarato Minxue Shen, PhD, professore alla Xiangya School of Public Health dell’Università di Changsha, in Cina, e coautore della ricerca.
L’attività vigorosa non richiede sforzi estremi, ma deve essere sufficientemente intensa da rendere difficile parlare senza pause. Shen ha sottolineato che anche attività quotidiane come trasportare la spesa pesante o salire le scale a passo sostenuto possono essere considerate esercizio intenso.
Rispetto ai partecipanti che non praticavano alcuna attività vigorosa, coloro che lo facevano hanno mostrato un rischio ridotto di mortalità per tutte le cause, malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, demenza e altre condizioni. In alcuni casi, sia la durata che l’intensità dell’esercizio hanno influito sui benefici, mentre per altre patologie, come quelle legate al sistema immunitario, l’intensità è risultata determinante.
Sebbene lo studio sia osservazionale e non stabilisca un nesso causale diretto, i risultati confermano quanto emerso da altre ricerche: l’esercizio fisico non si limita alla quantità, ma anche alla qualità dell’attività svolta.
I dati dello studio
I ricercatori hanno analizzato i dati del UK Biobank, un database che raccoglie informazioni sanitarie anonime di mezzo milione di adulti nel Regno Unito. I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi:
- Circa 96.000 persone con dati oggettivi raccolti tramite dispositivi indossabili per una settimana, che hanno permesso di misurare sia la quantità che l’intensità dell’attività fisica;
- Circa 375.000 persone che hanno auto-riferito i propri livelli di attività.
L’età media dei partecipanti variava tra i 56 e i 62 anni, con una leggera predominanza di donne. L’attività fisica vigorosa è stata definita come movimenti ad alta intensità, come la corsa.
Riduzione del 60% del rischio di diabete di tipo 2
Uno dei risultati più significativi dello studio riguarda il diabete di tipo 2: i partecipanti che praticavano attività vigorosa hanno mostrato una riduzione del rischio di questa patologia fino al 60%. Questo dato sottolinea l’importanza di integrare brevi sessioni di esercizio intenso nella routine quotidiana, anche per chi non può dedicare molto tempo all’attività fisica.
Gli esperti consigliano di seguire le linee guida generali sull’esercizio, che raccomandano circa 150 minuti di attività moderata a settimana, ma di non sottovalutare il valore dell’intensità. Anche piccoli cambiamenti, come camminare a passo sostenuto o salire le scale, possono fare la differenza.