Il Boundary Waters, un gioiello naturale minacciato
Il Boundary Waters, una delle aree wilderness più estese degli Stati Uniti, si estende per oltre un milione di acri di foreste incontaminate e migliaia di laghi e corsi d'acqua al confine con il Canada. Accessibile principalmente in canoa, rappresenta una delle destinazioni più popolari per gli amanti dell'outdoor e un ecosistema di valore inestimabile. Tuttavia, questa meraviglia naturale è ora a rischio: il Senato statunitense, a maggioranza repubblicana, ha approvato una risoluzione per revocare la protezione di 20 anni concessa a questa area, aprendo la strada a possibili attività di mining.
Il Congressional Review Act: uno strumento controverso
La decisione è stata presa grazie al Congressional Review Act (CRA), una legge poco nota degli anni '90 voluta dall'allora presidente della Camera, Newt Gingrich. Lo scopo originale del CRA era quello di snellire la burocrazia federale eliminando regolamenti considerati eccessivi. Tuttavia, il meccanismo consente al Congresso di abrogare rapidamente norme regolamentari con una semplice maggioranza, bypassando il tradizionale voto a due terzi e riducendo il dibattito pubblico.
«Il CRA permette al Congresso di dare un semplice sì o no, senza spazio per il dibattito che normalmente avverrebbe con un ostruzionismo».Erik Schlenker-Goodrich, direttore esecutivo del Western Environmental Law Center, sottolinea i rischi di questo strumento: «Permette di annullare regole basate su anni di ricerca con pochissime discussioni».
L'espansione del CRA sotto Trump e i repubblicani
Durante i primi 20 anni di vita del CRA, è stato utilizzato una sola volta, durante l'amministrazione Bush. Tuttavia, l'ex presidente Donald Trump e i repubblicani hanno dato nuova linfa a questo strumento, portandolo a livelli senza precedenti. Secondo Schlenker-Goodrich, «Trump ha firmato 22 abrogazioni di regolamenti nel 2025, mentre nel 2017 ne aveva invalidati 17 dell'era Obama». Il caso del Boundary Waters rappresenta solo l'ultimo esempio di questa strategia.
Un precedente pericoloso per le aree protette
Le protezioni del Boundary Waters erano state introdotte tre anni fa durante l'amministrazione Biden, non come una norma, ma come un Public Land Order. Questa scelta solleva dubbi legali: «Siamo in un territorio giuridico straordinariamente discutibile», afferma Blaine Miller-McFeeley, rappresentante senior di Earthjustice. «Non abbiamo ancora finito di combattere, e ci sono molte questioni aperte perché questa è una situazione senza precedenti».
La decisione potrebbe avere conseguenze gravi: se la risoluzione dovesse essere confermata, aprirebbe la strada a ulteriori attacchi politici contro le decisioni di gestione del territorio. Ad esempio, il senatore repubblicano Mike Lee dell'Utah ha già proposto una risoluzione CRA per eliminare il piano di gestione delle risorse del Grand Staircase-Escalante National Monument.
Schlenker-Goodrich avverte: «Tutti questi attacchi mirati alle aree protette stanno avvenendo contemporaneamente a discussioni sulla riforma delle autorizzazioni. Il National Environmental Policy Act (NEPA), firmato da Nixon nel 1970, richiede alle agenzie federali di valutare l'impatto ambientale di grandi progetti di sviluppo prima di approvarli. Sebbene sia stato uno strumento fondamentale per bloccare o ritardare complessi industriali e infrastrutture, negli ultimi anni ha anche ostacolato la diffusione di energie rinnovabili e l'ammodernamento della rete elettrica nazionale».
Rischi per l'ambiente e il futuro delle aree protette
La riforma del NEPA gode di un ampio sostegno bipartisan in Congresso, ma l'abbinamento con l'uso del CRA potrebbe mettere in pericolo aree protette in tutto il paese. «Questa combinazione è estremamente pericolosa», conclude Schlenker-Goodrich. «Potrebbe aprire la strada a una serie di decisioni politiche che minacciano non solo il Boundary Waters, ma anche altre gemme naturali degli Stati Uniti».